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Cosa succede oggi nel mondo

Due donne ricercate per l'omicidio del fratellastro del dittatore nordcoreano, il decreto contro la par condicio in Turchia, Netanyahu in arrivo a Washington

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Corea del Nord: sarebbero due donne legate ai servizi segreti di Pyongyang le sospettate numero uno per l’omicidio del fratellastro del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, avvenuto lunedì all’aeroporto di Kuala Lumpur. Le autorità sudcoreane hanno definito il fatto un esempio lampante di come, presso i vicini del nord, regni un “regime del terrore”.  

Stati Uniti: il premier israeliano Benjamin Netanyahu arriva oggi in visita ufficiale negli Stati Uniti. In agenda, l’ipotesi di spostare l’ambasciata americana da Tel-Aviv a Gerusalemme, la questione degli insediamenti, l’accordo sul nucleare iraniano. 

Italia: la crescita del Prodotto interno lordo negli ultimi quattro mesi dell’anno scorso è stata dello 0,2 per cento. Il Financial Times la definisce una “prestazione debole” ma che comprova una certa “resilienza” rispetto all’instabilità politica e al salvataggio statale della terza banca del paese, la Monte dei Paschi di Siena. 

India: secondo uno studio sull’inquinamento a livello internazionale la maglia nera del paese con l’aria meno pulita andrebbe all’India, e non più alla Cina, che era il paese tradizionalmente più problematico. Sarebbero più di un milione ogni anno le persone che perdono la vita prematuramente a causa dell’inquinamento nel paese. 

Francia: quaranta parlamentari francesi di destra hanno chiesto a Fillon, la cui candidatura alle presidenziali è penalizzata dallo scandalo sull’uso improprio dei fondi parlamentari, di considerare l’ipotesi di farsi da parte prima delle elezioni. 

Regno Unito: nonostante diverse ricerche dimostrino che gli episodi di discriminazione si siano moltiplicati nel paese dopo Brexit, il leader dell’Ukip Paul Nuttall insiste che si tratta di invenzioni mirate a diffamare il campo del “Leave”. 

Turchia: un decreto legge della presidenza ha annullato la regola della “par condicio” in vista del referendum costituzionale con cui il presidente Recep Tayyip Erdogan potrebbe formalizzare il proprio dominio sulla scena politica del paese. Ciò significa che la campagna governativa per il “sì” alla riforma potrà avere più spazio nei media rispetto a quella per il “no”. 

Belgio: al Parlamento europeo si vota sul Ceta, l’accordo commerciale fra Canada e Unione Europea che viene spesso paragonato al TTIP con gli Stati Uniti. Mentre l’accordo commerciale con Washington è già naufragato, quello con Ottawa potrebbe ancora concretizzarsi.

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