Me

Aids, papilloma virus, epatite: quello che c’è da sapere sulle malattie sessualmente trasmissibili

Queste malattie fanno registrare un aumento improvviso della loro incidenza. Ma siamo sicuri di sapere cosa sono e come si contraggono?

Immagine di copertina

Le malattie sessualmente trasmissibili sono uno dei problemi più seri di salute pubblica nel mondo. In Europa sono la manifestazione delle infezioni più diffuse dopo quelle respiratorie.

Secondo l’Annual Epidemiological Report, nel 2014 sono stati registrati 3.695 casi in l’Italia, che si posiziona al terzo posto nel nostro continente.

I dati del Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità diffusi a dicembre 2016 indicano che nel 2015, sono state riportate 3.444 nuove diagnosi di infezione da Hiv, pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza più elevata è stata registrata nel Lazio, in Lombardia, in Liguria e in Emilia-Romagna.

Le persone che hanno scoperto di essere positive al virus Hiv nel 2015 sono maschi nel 77,4 per cento dei casi. L’età mediana è di 39 anni per i maschi e 36 anni per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata nella fascia d’età 25-29 anni (15,4 nuovi casi ogni 100.000 residenti).

Anche malattie come la gonorrea e la sifilide, che sembravano del tutto scomparse a cavallo del nuovo millennio, fanno registrare un aumento improvviso della loro incidenza, soprattutto nelle grandi città metropolitane e a carico di popolazioni con un rischio di infezioni trasmesse sessualmente più elevato.

Il primo dicembre 2016, per la prima volta in Italia, sono stati diffusi nelle farmacie italiane gli autotest per auto-diagnosticare in tempo reale il virus Hiv, una misura voluta come risposta ai dati sulla prevenzione della malattia in Italia: il 37 per cento degli italiani non si è mai sottoposto al test Hiv e il 5 per cento delle persone che vivono con il virus non lo ha mai detto al proprio partner. Quattro sui 10 non confidano la sieropositività ai familiari e il 74 per cento non ne fa cenno in contesto lavorativo.

Ma siamo sicuri di conoscere queste malattie? Le modalità attraverso le quali si contraggono e i problemi che portano? TPI ha raccolto alcune importanti informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili più dannose e diffuse:

Cos’è l’Aids – È una sindrome caratterizzata da un progressivo deterioramento del sistema immunitario causato dal virus Hiv. Questo stato degenerativo progredisce finché il sistema immunitario diventa incapace di contrastare l’attacco di alcuni microrganismi, portando all’insorgenza di gravi infezioni e tumori. Il virus, una volta penetrato nell’organismo umano, determina il cosiddetto stato di “sieropositività”.

Con il termine “sieropositivo” si intende comunemente una persona che ha nel sangue gli anticorpi anti-Hiv. Chi è sieropositivo può trasmettere il virus ad altre persone.

Lo stadio di sieropositività è uno stato latente e solitamente asintomatico che precede la fase conclamata (Aids). Si può rimanere sieropositivi per un periodo più o meno lungo, che può durare anche molti anni. Tuttavia se non ci si sottopone a terapia farmacologica si va sicuramente incontro alla fase conclamata (Aids).

Come si trasmette. Un solo contatto sessuale può provocare il contagio, tutti i rapporti sessuali non protetti sono a rischio: orale, anale, vaginale. Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati. Tramite scambio di siringhe, rasoi, spazzolini o altri oggetti che possano venire a contatto con il sangue, con trasfusioni di sangue infetto, tramite passaggio del virus dalla madre sieropositiva al bambino durante il parto o l’allattamento.

I liquidi biologici in grado di trasmettere l’infezione da Hiv sono: sperma, liquido lubrificante pre-spermatico, secrezioni vaginali, sangue, latte materno. Non è necessario il contatto con ferite aperte o piccoli traumi: è sufficiente il contatto del virus con le mucose intatte.

Sfatiamo false credenze. L’Aids non si contrae tramite contatto cutaneo attraverso la pelle integra, carezze e baci, attraverso la puntura di insetti, tramite starnuti o colpi di tosse, utilizzando stoviglie comuni, tramite asciugamani, sui mezzi di trasporto, nei servizi igienici.

Cos’è l’epatite – Per epatite si intende uno stato di infiammazione del fegato dovuto a diversi fattori o a sostanze tossiche, quali: alcol, farmaci, alcune sostanze chimiche, virus e altri microbi.

I principali virus che causano epatite sono i virus A, B e C. L’epatite A è spesso asintomatica. Altre volte compaiono affaticamento, febbre, nausea o vomito, feci chiare, una colorazione gialla degli occhi e della pelle chiamata “ittero”. L’epatite B ha gli stessi sintomi della A, in casi rari ha un decorso detto “fulminante” e in pochissimi giorni si va incontro al coma e alla morte.

Come si trasmette. Epatite A: tramite cibo e bevande contaminate (frutti di mare crudi, frutta e verdura contaminate e non lavate), pratiche sessuali che coinvolgono la bocca e l’ano oppure le mani (rimming, fisting, fingering).

Epatite B: tramite rapporti sessuali di ogni tipo (orali, anali e vaginali), tramite scambio di oggetti per l’igiene personale (spazzolini, rasoi), tramite scambio di siringhe usate, tramite scambio di giocattoli sessuali contaminati, durante l’esecuzione di tatuaggi o piercing, tramite strumenti non sterilizzati e contaminati da sangue di altre persone.

Epatite C: il virus è trasmesso soprattutto tramite scambio di sangue, ma non tramite contatto cutaneo, raramente tramite rapporti sessuali.

Cos’è il papilloma virus – Questo virus colpisce in maniera indiscriminata uomini e donne, omosessuali ed eterosessuali e causa i condilomi, ossia i piccoli tumori benigni che possono insediarsi sugli organi genitali (pube, pene, testicoli), all’entrata della vagina e dell’ano, sull’uretra e sul collo dell’utero. Talvolta ne sono colpiti l’inguine e la coscia.

Campagna regione lazio

Chi è infettato da condilomi corre un rischio sei volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’Hiv durante un rapporto non protetto con persone sieropositive. In alcuni casi i condilomi possono evolvere verso il cancro dell’utero (nella donna) o dell’ano e del retto (uomo).

L’infezione da Hpv è estremamente frequente nella popolazione. Si stima che fino all’80 per cento delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della propria vita con un virus Hpv di qualunque tipo, e che oltre il 50 per cento si infetti con un tipo ad alto rischio tumorale (oncogeno).

Gli studi condotti dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie in Italia hanno mostrato una prevalenza di Hpv oncogeni nella popolazione generale pari all’8 per cento, senza differenze sostanziali fra Sud, Centro e Nord. Ogni anno, ci sono circa 33mila casi di cancro del collo dell’utero in Europa e 15mila morti.

Come si trasmette. Tutti i tipi di rapporti sessuali sono a rischio. Si può contrarre con il semplice contatto fra genitali, tramite contatto diretto con la pelle della persona infetta, tramite lo scambio di biancheria intima e di salviette, utilizzando strumenti a uso genitale contaminati, con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati.

Cos’è l’herpes genitale (Hsv-2)  È una malattia sessualmente trasmissibile molto diffusa causata dall’herpes virus. Una volta infettati, il virus rimane nel nostro corpo per tutta la vita e non è attualmente possibile liberarsene. Si possono solamente effettuare terapie volte ad alleviare i sintomi e ad accorciare i tempi di guarigione delle lesioni.

Chi ha l’herpes genitale corre un rischio cinque volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’Hiv se ha rapporti non protetti con persone sieropositive durante un episodio erpetico acuto.

Come si trasmette. Sono a rischio tutti i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale), praticando sesso orale non protetto (sia attivo che passivo) e anche con il semplice contatto fra genitali. Altre vie di trasmissione sono la masturbazione reciproca, i baci, le effusioni, il contatto con le lesioni, con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati, tramite passaggio del virus dalla madre infetta al bambino durante il parto.

Cos’è la gonorrea – È un’infezione acuta causata da un batterio, il gonococco, che si trova preferibilmente nelle mucose genitali, nella faringe e nell’ano delle persone infette. È altamente contagiosa, notevolmente diffusa in tutto il mondo. Per tale motivo il contagio può avvenire anche in caso di rapporto sessuale non completo.

Chi è infettato da gonorrea corre un rischio cinque volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’Hiv durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

Come si trasmette. Sono a rischio tutti i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale), praticando sesso orale non protetto (sia attivo che passivo) e anche con il semplice contatto fra genitali. Altre vie di trasmissione sono la masturbazione reciproca, i baci, le effusioni, il contatto con le lesioni, con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati. È possibile la trasmissione dai genitali ad altre parti del corpo: per esempio, attraverso le mani si contagia l’occhio.

Cos’è la sifilide – È causata da un batterio, il Treponema Pallidum, presente in tutte le secrezioni corporali delle persone infette e nelle lesioni cutanee, genitali e mucose, anche quella della bocca.

Chi ha la sifilide rischia maggiormente di essere contagiato dal virus dell’Hiv perché le lesioni cutanee rappresentano la porta di ingresso per il virus. Spesso inoltre Sifilide e Hiv vengono trasmessi insieme.

Una volta guariti non si acquisisce immunità nei confronti di successive infezioni: si può infatti essere nuovamente contagiati un numero infinito di volte.

Come si trasmette. Sono a rischio tutti i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale), praticando sesso orale non protetto (sia attivo che passivo) e anche con il semplice contatto fra genitali. Altre vie di trasmissione sono la masturbazione reciproca, i baci, le effusioni, il contatto con le lesioni, con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati.

Cos’è la clamidia – È una malattia sessualmente trasmissibile molto comune ed è causata da un batterio, la Chlamydia trachomatis. Si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti di qualsiasi tipo (orale, vaginale, anale). In Italia, al 2014, i casi di clamidia sono 940, i numeri tracciati dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità evidenziano un aumento.

La clamidia è un’infezione “silenziosa” perché spesso i suoi sintomi non sono evidenti e possono essere scambiati per lievi disturbi di altro genere. Seppur caratterizzata da manifestazioni molto leggere, alla lunga, se non curata, può essere causa di seri danni all’apparato riproduttivo, soprattutto quello femminile.

Chi è infettato da clamidia corre un rischio cinque volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’Hiv durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

Una volta guariti non si acquisisce immunità nei confronti di successive infezioni: si può infatti essere nuovamente contagiati un numero infinito di volte.

Come si trasmette. Sono a rischio tutti i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale), praticando sesso orale non protetto (sia attivo che passivo) e anche con il semplice contatto fra genitali. Altre vie di trasmissione sono la masturbazione reciproca. Tramite passaggio del batterio dalla madre infetta al bambino durante il parto.

**Non restare fuori dal mondo. Iscriviti qui alla newsletter di TPI e ricevi ogni sera i fatti essenziali della giornata.**