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Sequestrati 50 siti pirata che permettevano di leggere i giornali illegalmente

Il sequestro riguarda siti che diffondevano le pagine delle principali testate nazionali, tra cui Il Corriere della Sera, La Repubblica, la Stampa e Panorama

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Oltre 50 siti, che rendevano disponibile, gratuitamente ed integralmente, un aggiornato catalogo digitale di quotidiani e periodici nazionali ed esteri, sono stati sequestrati il 31 gennaio dal Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria, nell’ambito di
una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. 

Il sequestro, attuato con l’oscuramento dei siti, riguarda l’illecita
fruizione delle principali testate nazionali, tra cui Il Corriere della
Sera, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, la Stampa, Il Giornale, Italia Oggi,
Libero, Il Messaggero, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport,
Tuttosport, e periodici di larga diffusione, quali Panorama, Chi, Tv
Sorrisi e Canzoni, Focus, Cosmopolitan, Fashion Magazine, Vanity Fair, Auto
Sprint, Elle e Gente.

L’operazione, chiamata Odissea 2, arriva al termine di una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo Speciale per la
Radiodiffusione e l’Editoria, dietro le direttive del Comando Unità
Speciali della Guardia di Finanza, con competenza nazionale in materia di
tutela del diritto d’autore.

Le Unità Speciali della Guardia di Finanza avevano già sperimentato con
successo il metodo “follow the money”, che ricostruisce i flussi economici prodotti dalla pubblicità abbinata ai siti pirata e permette di reprimere questa forma di sostegno finanziario degli stessi siti illegali.

Le unità speciali in questa operazione hanno sviluppato una nuova strategia investigativa denominata “follow the hosting”,
che interessa, direttamente, i provider nazionali. In pratica, individuato il sito
web che opera illegalmente, è richiesto ai provider di verificare sui propri
server la presenza di un servizio “Web Hosting, Cloud Hosting, VPS Hosting,
Server Dedicato”, oppure la fornitura di un servizio per il trasferimento o
registrazione del nome a dominio.
In tal modo si arriva ad identificare l’utente responsabile dell’attività criminale,
rendendo inefficace l’adozione dei sistemi di anonimato utilizzati da tali
soggetti per coprire le loro condotte illecite.

È stato scoperto che le recenti metodologie criminali non
fanno più ricorso alle inserzioni pubblicitarie, a seguito dell’intensa azione
repressiva condotta, ma usano servizi di anonimizzazione, detti
“cloudflare”. Il profitto è costituito ora dagli utili derivanti dalla sottoscrizione di
abbonamenti presso i “cloud”, affinché ogni utente possa fruire illegalmente
delle opere multimediali tutelate.

I domini sequestrati hanno consentito la fruizione illegale del
materiale a milioni di utenti.
Occorre ricordare che negli ultimi cinque anni i principali gruppi editoriali
nazionali hanno accumulato perdite per due miliardi di euro, ridotto il fatturato
del 32 per cento, nonché ridotto la forza lavoro di oltre 4.500 unità.

Tali dati si evincono dal report pubblicato dall’ufficio studi di Mediobanca che
altresì denuncia la flessione del giro d’affari del settore editoriale da 5,7
miliardi del 2011 a 3,9 miliardi del 2015.

Il calo delle vendite dei quotidiani è
in discesa del 33 per cento nell’ultimo quinquennio.
Complessivamente, negli ultimi tempi, con un impegno senza precedenti, le
Unità Speciali della Guardia di Finanza hanno oscurato ben 249 siti a tutela
del diritto di informazione e a contrasto dei gravi danni al settore dell’editoria.  

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