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Cosa succede oggi nel mondo

Tutti i fatti da sapere per il 26 gennaio 2017

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Italia: il bilancio finale delle vittime dell’hotel Rigopiano è di 29. Tutti i corpi sono stati recuperati nella tarda serata di ieri. Quando la struttura è stata travolta dalla valanga dopo le tre forti scosse di terremoto dello scorso 18 gennaio, nella struttura c’erano 40 persone. Undici i sopravvissuti, tra questi i quattro bambini che erano tra gli ospiti dell’albergo. Il sostituto procuratore di Pescara, Cristina Tedeschini, ha fatto sapere che al momento non ci sono indagati e che le vittime sono morte per schiacciamento o per schiacciamento combinato a ipotermia e assideramento.

Messico: “Il nostro paese non crede nei muri”, con questa frase il presidente messicano Enrique Pena Nieto ha ribadito in un messaggio alla nazione che il Messico non è disposto a pagare per la costruzione del muro al confine con gli Stati Uniti voluto da Donald Trump. Pena Nieto dovrebbe incontrare il neopresidente degli Usa il prossimo 31 gennaio. Ieri Trump ha firmato un ordine esecutivo per avviare la costruzione del muro promesso durante la campagna elettorale per limitare l’immigrazione clandestina negli Stati Uniti, che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto essere finanziato dal Messico.

Italia: M5S e Lega Nord chiedono elezioni anticipate dopo il giudizio della Corte costituzionale che ha riconosciuto l’illegittimità di alcune disposizioni dell’Italicum, come il ballottaggio e parte delle multicandidature. La Corte ha stabilito che la legge elettorale che esce dalla sentenza è immediatamente applicabile.

Stati Uniti: il presidente Donald Trump ha promesso che si terrà un’inchiesta sui presunti brogli elettorali che secondo lui si sono verificati alle elezioni dello scorso novembre, quando il tycoon si è aggiudicato la corsa alla Casa Bianca ma la candidata democratica Hillary Clinton ha vinto il voto popolare. Dopo il voto Trump aveva sostenuto che questo fosse stato possibile grazie a milioni di “voti illegali”.

Libia: i miliziani islamisti hanno perso il controllo di un quartiere di Benghazi, la seconda città del paese, dopo l’attacco dell’esercito del generale Khalifa Haftar. Intanto, è emerso che gli attentatori che sabato sera sono morti a Tripoli nel tentativo di parcheggiare un’autobomba vicino all’ambasciata italiana, sarebbero due militari di milizie schierate con Haftar. 

Australia: migliaia di persone hanno protestato oggi per chiedere il cambio della data della festa nazionale. Il 26 gennaio segna infatti l’arrivo dei bianchi nel continente e l’inizio dei soprusi nei confronti degli aborigeni.

Unione europea: si terrà oggi a Malta il vertice dei ministri dell’Interno dell’Ue sull’accoglienza dei migranti. A Bruxelles si terrà invece la riunione dell’Eurogruppo con il ministro dell’Economia Padoan e le celebrazioni per la Giornata della Memoria che ricorre domani.

Italia: si terrà a Roma la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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