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Cosa succede oggi nel mondo

Tutti i fatti da sapere per il 23 gennaio 2017

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Italia: è salito a sei il bilancio delle vittime della valanga nell’hotel Rigopiano, in Abruzzo, con il ritrovamento del corpo di un uomo. Sono 23 ancora le persone disperse e a cinque giorni dalla tragedia continuano le operazioni di soccorso. Intanto, è emersa una mail inviata dal direttore dell’hotel Bruno Di Tommaso al Prefetto di Pescara spiegava che la situazione dell’albergo, già difficile a causa della neve, si era ulteriormente aggravata dopo le scosse di terremoto della mattinata.

Siria: cominciano oggi i colloqui di pace ad Astana, in Kazakistan, promosse da Russia e Turchia per trovare una soluzione al conflitto civile siriano tra il regime di Bashar al-Assad e i ribelli. Intanto l’esercito turco ha detto che 65 miliziani sono stati uccisi nel nord della Siria.

Egitto: il paese ha acconsentito all’invio di esperti italiani per esaminare le ultime immagini prima della scomparsa del ricercatore italiano Giulio Regeni, torturato e ucciso alla fine di gennaio dello scorso anno. Saranno valutati i filmati delle telecamere di sorveglianza della stazione della metropolitana nella zona di Dokki, al Cairo, dove Giulio passò il 25 gennaio 2016.

Gambia: Yahya Jammeh ha accettato di rassegnare le sue dimissioni, dopo che le truppe del Senegal e di altri stati dell’Africa occidentale avevano fatto ingresso nel paese per consentire l’insediamento del presidente eletto Adama Barrow. Tuttavia questo ha reso noto che mancherebbero 11 milioni di dollari dalle casse dello stato.

Francia: si è votato ieri per il primo turno delle primarie socialiste. Sarà ballottaggio fra Benoit Hamon, rappresentante dell’ala sinistra del partito socialista, e l’ex primo ministro Manuel Valls.

Italia: un nubifragio in Sicilia ha provocato l’esondazione di un torrente e un morto nel palermitano. Allerta rossa anche in Calabria.

Corea del Sud: Samsung Electronics ha ammesso che il problema dell’incendio che nei mesi scorsi ha colpito i suoi Galaxy Note 7 è stato dovuto alla manifattura delle batterie. La vicenda aveva costretto il gruppo a ritirare i dispositivi dai mercati e a sospenderne a ottobre la produzione per i timori sulla sicurezza.

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