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Italia, tasso di disoccupazione stabile nel terzo trimestre 2017

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Il tasso di disoccupazione registrato in Italia nel terzo trimestre del 2017, stando alle rilevazioni dell’Istat, si è dimostrato stabile: non è di per sé una cattiva notizia, anzi. Questo per via del fatto che il secondo trimestre, dopo circa tre anni di depressione, aveva già rilevato un calo degno di menzione: era dal 2014, infatti, che non venivano letti certi numeri.

È la prova matematica che l’Italia sta risalendo la china, dopo tanti mesi di difficoltà. Lo sta facendo in uno dei settori più importanti per il benessere e la stabilità delle famiglie italiane: la disoccupazione, ad oggi nettamente in calo rispetto al recente passato. Ad accompagnare i dati che approfondiremo fra poco, vi è anche l’aumento del numero degli occupati: altra ottima notizia per le famiglie del nostro Paese.

Istat: il tasso di disoccupazione è rimasto immutato

Confrontando il tasso di disoccupazione registrato durante i mesi estivi di questo 2017, ci si rende conto della sua stabilità: per la precisione, l’Istat ha rilevato una percentuale all’11,2%. Ovvero lo stesso valore che viene registrato nel 2012, prima del picco degli effetti della crisi economica sul mercato del lavoro. È un dato che deve far riflettere: prima del secondo trimestre 2017, infatti, l’Italia veniva da mesi di numeri negativi in tal senso. Il fatto che il tasso di disoccupazione sia stabile rappresenta quest’anno una sorta di record. La stessa Istat, comunque, ha dichiarato che la situazione rimane da monitorare con costanza, ma le sensazioni sono molto positive. Naturalmente, esistono delle spiegazioni alla base di questa stabilità.

Crescono anche occupazione e posti di lavoro

Sebbene si tratti di due dati diversi e non coincidenti, la crescita del numero di occupati ha avuto un impatto molto importante prima sul calo e poi sulla stabilità del tasso di disoccupazione. Sempre secondo i dati Istat, l’occupazione è infatti salita di 79.000 unità in questo terzo trimestre del 2017: +0,3% rispetto al secondo trimestre, +1,3% nel computo totale dell’anno solare. Anche in questo esempio, era da anni che non si toccavano queste vette: dal 2009, per essere precisi. Per sondare personalmente la situazione, è sufficiente visitare un sito che mette in evidenza diverse offerte di lavoro come ad esempio Kijiji: così si possono vedere tutte le possibilità che il rinnovato mercato degli impieghi mette a disposizione dei disoccupati.

Contratti: in aumento quelli a tempo determinato

Un altro fattore alla base di questi dati è la crescita del numero di contratti stipulati quest’anno, e nello specifico nel terzo trimestre: una crescita che riguarda soprattutto quelli a tempo determinato. Pur non rappresentando una vera novità, in termini di occupazione è una notizia dal riflesso imponente. La crescita, nello specifico, è stata pari al +0,6%: al contrario, i contratti a tempo indeterminato sono ancora in calo. Vale anche la pena dare spazio ai dati rilevati in termini di italiani inattivi: i disoccupati che non cercano lavoro. Anche qui l’Istat si fa ambasciatrice di buone nuove: secondo le sue stime, nel 2017 questo valore è calato di 100.000 unità.

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