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Renzi minaccia il veto sul bilancio Ue se gli stati dell’est Europa non accoglieranno i migranti

La proposta per il prossimo bilancio dell'Unione, valido per il periodo 2021-2027, dovrebbe essere completata entro la fine del prossimo anno

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Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha minacciato di porre il veto sulla prossima legge di bilancio dell’Unione europea nel caso in cui i paesi dell’est Europa si rifiutino di accogliere le loro quote di rifugiati.

Questa possibilità era già stata avanzata dal premier nei giorni scorsi ed è stata ribadita nella giornata di mercoledì 26 ottobre in occasione di una manifestazione per il sì al referendum sulla riforma costituzionale ad Avellino.

“Se i paesi dell’est che stanno crescendo con l’aiuto dei nostri fondi non aprono le loro porte ai migranti come è stato concordato, allora porremo il veto sul prossimo bilancio dell’Europa”, ha detto Renzi.

La proposta per il prossimo bilancio dell’Unione, per il periodo 2021-2027, dovrebbe essere completata entro la fine del prossimo anno. Tecnicamente, l’Italia non ha un potere di veto, dal momento che il bilancio può essere approvato con la maggioranza qualificata dei voti, ma di solito si cerca di ottenere l’unanimità.

Il primo ministro ha più volte denunciato l’assenza di solidarietà da parte dell’Europa per quanto riguarda l’accoglienza dei migranti.

Il governo italiano sta cercando al momento di ottenere da Bruxelles il via libera sulla bozza della legge di bilancio del nostro paese. Nel testo è presente uno stanziamento di 3.9 miliardi di euro per sostenere la crisi dei migranti il prossimo anno.

Nella giornata di oggi è prevista la risposta dell’esecutivo alla lettera ricevuta ieri da Bruxelles sulla manovra, dove la Commissione europea ha rilevato “distanze sostanziali rispetto agli impegni” presi dall’Italia, contestando il deficit al 2,3 per cento, più alto del 2,2 per cento promesso inizialmente dal governo, e l’eccessivo ricorso a misure che dovrebbero essere utilizzate solo eccezionalmente.

Il governo italiano sostiene che il decimale di deficit strappato in più dal governo italiano, che vale 1,6 miliardi di euro, è dovuto alle spese eccezionali per affrontare l’emergenza migranti e il terremoto che ha colpito il centro Italia.