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L’accordo di libero scambio tra Ue e Canada bloccato dal veto della Vallonia

La regione belga è l’unica a opporsi al trattato approvato da tutti i governi dell’Unione europea, ma il suo veto può essere decisivo

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Le discussioni tra il ministro del Commercio canadese, l’Unione europea e il premier della regione belga della Vallonia riguardo al cosiddetto “Accordo economico e commerciale globale” (Ceta), il trattato di libero scambio tra Ue e Canada, sono fallite.

Il premier della Vallonia Paul Magnette ha ribadito venerdì 21 ottobre, durante un intervento in parlamento, la contrarietà della regione belga all’accordo commerciale.

Tutti e 28 i governi dell’Ue sono a favore del trattato, ma il Belgio non può dare il via libera senza il consenso dei cinque parlamenti regionali, tra le quali c’è, appunto, la Vallonia.

Magnette ha riaffermato la sua convinzione che il sistema degli arbitrati previsto dal Ceta per risolvere le controversie economiche sia un’arma concessa alle multinazionali per influenzare le politiche pubbliche degli stati.

Il ministro del Commercio canadese Chrystia Freeland ha commentato amareggiata, rilevando come evidentemente in questo momento l’Unione europea non sia in grado di raggiungere un accordo di libero scambio con il Canada.

La strenua opposizione dei circa 3,5 milioni di abitanti della Vallonia, che rappresentano meno dell’un per cento dei 507 milioni di abitanti dell’Unione europea, rischia di bloccare il volere della maggioranza o quantomeno di rallentare la ratifica del trattato.

La firma del Ceta è prevista per il 27 ottobre 2016, in occasione del summit tra Bruxelles e i vertici canadesi. Per l’approvazione definitiva serve la ratifica dei singoli governi dei paesi membri dell’Ue e del parlamento europeo.

Secondo i sostenitori del Ceta, l’accordo aumenterebbe del 20 per cento il volume degli scambi commerciali tra Canada e Unione europea.