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TgRom, il primo telegiornale in Italia realizzato dai rom

A Torino, alcuni ragazzi di etnia rom stanno realizzando un telegiornale per parlare dei luoghi comuni che circondano la loro cultura e farsi conoscere

Immagine di copertina

“Non è bello nascondere le proprie radici, ma io l’ho fatto per anni,” Milan Paunković, 21 anni, è uno dei ragazzi che partecipa al progetto TgRom, il primo telegiornale italiano realizzato da giovani rom e diffuso via web ogni sabato.

Almeno un paio di volte a settimana si incontrano a Torino dove, aiutati da giornalisti e montatori professionisti, confezionano una puntata del Tg con l’obiettivo di far conoscere la loro gente e sfatare i pregiudizi sui rom.

“Dicono di noi che siamo bugiardi, ladri, che non vogliamo lavorare,” spiegano i ragazzi. “Con i nostri servizi vogliamo farci conoscere”.

Alcuni non avevano mai svelato ad amici o compagni di scuola le loro origini per paura di essere guardati con occhi diversi e, per la prima volta, hanno deciso di mettersi in mostra attraverso questo Tg. 

I rom in Europa sono tra i 10 e i 12 milioni, e rappresentano la più grande minoranza etnica presente nel continente. Nel nostro paese sono circa 180mila, una percentuale più bassa rispetto ad altri stati europei.

Secondo un sondaggio del 2014, condotto dall’autorevole centro di ricerca statunitense Pew Research Centre, l’85 per cento degli italiani ha un’opinione sfavorevole dei rom, mentre appena il 10 per cento ha una posizione favorevole a riguardo.

I rom risultano essere la minoranza più discriminata in Italia, e in Europa. Proprio ai microfoni di TgRom, alla domanda “Cosa ne pensa dei rom?”, i ragazzi hanno ricevuto le risposte più disparate da “se non rubano allora non sono rom” a “sono razzisti” fino a “meglio se non ci fossero”, passando anche, però, per pareri più costruttivi o quantomeno mediati dal buon senso.

“Tutti parlano di noi, solo i rom non parlano dei rom. Abbiamo capito che in pochi ci conoscono davvero e la maggior parte associa il nostro nome a furti o addirittura ai rapimenti di bambini. Vogliamo far sentire la nostra voce, eliminare i pregiudizi. Anche i rom stessi sono diffidenti nei nostri confronti perché quando vedono una telecamera temono di essere messi alla gogna. Essere rom è spesso un problema, anche quando si cerca lavoro,” dicono ancora i ragazzi.

“Sono nato in Italia, ho la cittadinanza italiana. Sulle mie origini raccontavo semplicemente di essere serbo, per evitare che le persone capissero, in poche parole per lungo tempo ho dimenticato le mie origini e in parte anche la mia lingua. Perché non posso dire di essere rom quando cerco un lavoro? Magari gli italiani pensano che siamo nati per vivere in un campo o rubare, ma non è così. Ho moglie e due figli, vivo in una casa,” racconta Milan.

“Per me è stato diverso, mio papà è italiano e mia mamma è rom serba: la cultura dell’integrazione l’avevo imparata tra le mura domestiche, non ho vissuto il pregiudizio in maniera pesante”, dice invece Angelica Taurisano, 19 anni. “Tante volte anch’io, però, ho omesso le mie origini, era una forma di difesa passiva. Quando ho cominciato l’esperienza al Tg abbiamo iniziato a combattere queste paure, per la prima volta ho raccontato le miei origini andandone fiera”.

“Con questo Tg non vogliamo dire che va tutto bene,” prosegue. “Ma semplicemente farci conoscere, far capire la nostra cultura e dare l’opportunità alla nostra gente di parlare, raccontarsi. Non è facile, spesso sono diffidenti, ma è in primis un lavoro su noi stessi”.

“Non voglio più sentire usare il termine zingaro come un insulto o in espressioni ‘puzzi come uno zingaro’,”  aggiunge Angelica. “Tutti i giudizi fanno male, ma questi nascono da semplice ignoranza”.

“Sono in Italia da quasi quattro anni, prima stavo a Pisa da parenti, poi quando i miei genitori hanno lasciato il campo per un’abitazione li ho raggiunti in Piemonte, volevano che vivessi in una casa,” racconta Gabriel Mereanu, 18 anni.

“Studio all’alberghiero e pratico sport, giocare a calcio mi aiuta molto nell’integrazione. Una volta è venuta mia madre a scuola e i miei compagni hanno scoperto che ero rom, inizialmente mi vergognavo perché in tanti hanno capito le mie origini solo dopo i primi servizi del Tg”.

Il progetto è realizzato da Idea Rom Onlus nell’ambito del Bando Giovani 2015 della Compagnia di San Paolo, in collaborazione con i giornalisti del quotidiano Nuovasocietà e con il patrocinio della Regione Piemonte.

“Si tratta del primo esperimento del genere in Italia”, spiega Vesna Vuletić, presidente di Idea Rom Onlus. “Mentre all’estero, in Romania, Serbia e Macedonia, ci sono già progetti simili. I giovani sono il futuro, per questo abbiamo deciso di farlo realizzare da loro”.

Il Tg, lanciato nel mese di maggio, ha già affrontato parecchi temi, dalla percezione che i torinesi hanno di questo popolo a fatti legati alla cronaca, fino a servizi che presentano le tradizioni rom. 

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Qui sotto il video della prima edizione del TgRom andata in onda il 7 maggio 2016. Nel primo servizio vengono intervistati alcuni torinesi sui luoghi comuni e gli stereotipi relativi ai rom 

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*A cura di Ilaria Blangetti