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Quasi mille persone sono state tratte in salvo nel Mediterraneo domenica 31 luglio

Nel suo comunicato stampa la Ong MOAS rende noto che 994 migranti, tra cui anche dei bambini e due neonati, sono stati soccorsi nel Mediterraneo centrale

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Arriverà domani mattina alle 8:00 circa a Catania la nave Responder dell’organizzazione umanitaria MOAS (Migrant Offshore Aid Station), per sbarcare 414 persone soccorse domenica mattina nel Mediterraneo centrale, tra cui due bambini di poche settimane e i cadaveri di quattro migranti deceduti durante la traversata. 

Il numero delle persone soccorse in poche ore nella giornata di domenica 31 luglio è impressionante: 994 tra uomini, donne e bambini sono stati tratti in salvo dall’equipaggio di MOAS in una corsa contro il tempo per evitare una tragedia.

Il team dei soccoritori è stato impegnato ininterrottamente a partire dalle 4:30 del mattino fino alle 18:00 in molteplici interventi al largo della Libia, che si sono susseguiti l’uno dopo l’altro per l’intera giornata.

Purtroppo alcune delle persone che si trovavano nelle barche in avaria non ce l’hanno fatta a sostenere le condizioni disumane della traversata: in totale, cinque corpi sono stati trovati senza vita dagli equipaggi che li hanno soccorsi, quattro dei quali si trovano ora a bordo del Responder, e verranno sbarcati a Catania. Tra le salme, anche quella di un ragazzo eritreo di 21 anni che viaggiava insieme a un gruppo di amici e familiari.

La maggior parte delle persone soccorse provengono dall’Africa occidentale e dalla zona del Corno d’Africa (Eritrea, Somalia, Etiopia), oltre ad alcuni siriani.

A oggi, sono oltre 24mila le persone salvate dagli equipaggi di MOAS dall’inizio della sua missione nel 2014. In solo due mesi, dal 6 giugno 2016 a oggi, MOAS ha tratto in salvo oltre 10.500 persone.

Fondata come un’iniziativa privata, in due anni Migrant Offshore Aid Station è diventata un’organizzazione internazionale specializzata nella ricerca e nel soccorso in mare, operante in diverse aree del mondo, e finanziata da privati cittadini in tutto il mondo.  

Attualmente, MOAS opera nel Mediterraneo centrale a bordo di due navi – Phoenix e Responder – sulle quali prestano assistenza medica rispettivamente Croce Rossa Italiana ed Emergency. 

Le operazioni di salvataggio di MOAS nel Canale di Sicilia avvengono sotto il coordinamento della centrale operativa di Roma della Guardia Costiera Italiana, e in collaborazione con tutte le altre Ong attive nel Mediterraneo.