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La festa di Santa Sara che ogni anno raduna in Francia i gitani d’Europa
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La festa di Santa Sara che ogni anno raduna in Francia i gitani d’Europa

Il 24 maggio di ogni anno a Saintes Marie de la Mer, cittadina della regione francese della Camargue, viene celebrata la festa religiosa più importante per il popolo rom

18 Lug. 2016

Santa Sara, la “Santa Nera” o “Sara-la-Kali”: sono tutti nomi della patrona di 12 milioni di persone che vivono in giro per l’Europa da più di mille anni.

Si tratta del popolo rom, che il 24 maggio di ogni anno si raduna a Saintes Marie de la Mer, cittadina della regione francese della Camargue. Per l’occasione, la statua di Sara viene portata fuori dalla piccola chiesa del paese e celebrata da una processione di gitani, manouches, sinti, kalé e altri gruppi. È la festa della “gens du voyage”, di “chi è sempre viaggio”, come amano definirsi.

Seduti sopra maestosi cavalli bianchi, tra le onde vicino alla riva, ci sono i gardians, tipici mandriani della zona paludosa della Camargue. Dietro, migliaia di persone si affollano per portare la statua di Sara in mare aperto: un rito che, come affermano gli studiosi, affonda le radici nella religione induista. I fedeli, infatti, si bagnano proprio come nel fiume Gange in India, il luogo da cui si ritiene abbia avuto inizio il lungo viaggio dei rom.

Si festeggia una santa che non è mai stata riconosciuta dalla Chiesa cattolica, ma che viene celebrata ogni anno da migliaia di persone. L’inno dei gitani è Gelem Gelem, “camminando camminando”, quasi a sottolineare l’eterna vocazione del viaggio di questo popolo.

È evidente a Saintes Marie de la Mer, nello stuolo di roulotte e caravan parcheggiate in ogni angolo della cittadina francese. E nelle musiche che riecheggiano nell’aria: flamenco, jazz manouches, rumba e musiche balcaniche, stili contaminati e rielaborati, frutto dell’incontro di queste popolazioni con i territori che hanno raggiunto nel corso del loro lungo cammino.

Il videoreportage di Yuri Bianchi per TPI, realizzato con il patrocinio della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Milano, racconta tutto questo attraverso le voci dei partecipanti e degli organizzatori, offrendo uno sguardo su un mondo poco visibile ricco di magia e mistero:


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