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Il disastro ferroviario in Puglia: 27 morti e oltre 50 feriti
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Il disastro ferroviario in Puglia: 27 morti e oltre 50 feriti

I soccorsi sono continuati per tutta la notte: vigili del fuoco, volontari, medici, e membri della protezione civile hanno lavorato per estrarre i corpi dalle lamiere

13 Lug. 2016

Il bilancio, ancora provvisorio, dell’incidente di ieri 12 luglio 2016, in Puglia, dove due treni si sono scontrati nel tratto Andria-Corato, è di 27 morti e oltre 50 feriti.

I soccorsi sono continuati per tutta la notte: vigili del fuoco, volontari, medici, e membri della protezione civile, con l’aiuto di scavatrici, unità cinofile e altri mezzi, hanno lavorato per estrarre i corpi dalle lamiere e cercare di rintracciare i dispersi. Le salme sono state trasferite al policlinico di Bari, dove si procederà al riconoscimento da parte dei familiari. 

I due treni, di cui non si conosce il numero di passeggeri a bordo, viaggiavano a una velocità di 100-110 chilometri orari e l’impatto a quella velocità è stato violentissimo, sbriciolando letteralmente i vagoni. 

Lo scontro è avvenuto in un tratto ferroviario a binario unico in aperta campagna tra Ruvo di Puglia e Corato, nei pressi di una casa cantoniera. Sono immediatamente intervenuti i mezzi di soccorsi dei vigili del fuoco e del 118, oltre alla polizia ferroviaria, alla Croce Rossa e alla protezione civile. La tratta è stata interrotta e sono stati disposti dei bus sostitutivi lungo il percorso.

La procura di Trani sta indagando su disastro ferroviario e omicidio plurimo colposo a carico di ignoti. Il procuratore facente funzioni di Trani, Francesco Giannella, costituirà oggi un pool di magistrati che coordinerà le indagini.  

Oggi, 13 luglio, alle ore 13 il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, riferirà in parlamento sul disastro ferroviario. 

Ieri sera il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è recato sul luogo dell’incidente. “Non ci fermeremo finché non sarà fatta chiarezza e non saranno trovati i responsabili”, ha detto lui.

“Bisogna fare piena luce su questa inammissibile tragedia: occorre accertare subito e con precisione responsabilità ed eventuali carenze”, ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

E ancora non è chiaro se si è trattato di un errore umano o di un guasto tecnico, o di entrambi. “Quello è l’unico tratto in cui è attivo il consenso telefonico per regolare gli incroci. I macchinisti non si potevano vedere perché si sono trovati faccia a faccia all’uscita da una curva. E forse non hanno fatto in tempo a frenare. I treni credo procedevano al massimo della velocità. Il treno che veniva da Corato si è trovato di fronte l’altro treno quando non poteva fare nulla. Abbiamo messo a disposizione dell’autorità giudiziaria tutti i registri della comunicazione perché vogliamo sia fatta chiarezza”, ha spiegato Massimo Nitti, direttore generale della Ferrotramviaria. 

L’ospedale di Andria, come altri ospedali della regione, hanno effettuato una raccolta straordinaria di sangue. Centinaia di cittadini hanno risposto immediatamente all’appello, tanto che si sono code davanti ai centri trasfusionali. Sono arrivati tantissimi messaggi di solidarietà dai capi di stato stranieri e anche da papa Francesco.

 

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