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Quando un look troppo arabo crea sospetto

Il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi ha invitato i suoi cittadini a non indossare l'abito tradizionale all'estero, dopo la disavventura di un uomo d'affari

Immagine di copertina

Gli Emirati Arabi Uniti hanno invitato i propri cittadini a evitare di indossare l’abito nazionale – composto da una lunga veste bianca e il copricapo tradizionale – quando si trovano all’estero dopo che un uomo d’affari emiratino è stato fermato perché sospettato di essere un affiliato dell’Isis.

I media locali hanno riferito che l’uomo era stato arrestato ad Avon, in Ohio, dopo che un’impiegata di un albergo locale ha chiamato il 911 per segnalare un uomo che, secondo lei, non poteva che essere un miliziano del sedicente Stato islamico.

La donna avrebbe notato l’abbigliamento e sentito l’uomo parlare in arabo al suo telefono nel salone dell’albergo, decidendo così di chiamare la polizia. Gli agenti giunti sul posto avrebbe assalito il sospetto e, costrettolo al suolo, gli avrebbe messo le manette prima di portarlo via.

Il ministero degli Esteri emiratino ha così invitato i cittadini, attraverso il suo account Twitter, a evitare di indossare abiti che evidentemente causano sospetto e reazioni inconsulte.

“Invitiamo i cittadini che viaggiano all’estero a non indossare l’abito formale tradizionale, specialmente in luoghi pubblici, per garantirne la sicurezza”.

Il messaggio è stato pubblicato sia in inglese che in arabo e non fa alcun riferimento all’incidente di Avon, ma invita i cittadini a conformarsi alle norme vigenti nei paesi che stanno visitando. Avverte quindi le donne in viaggio che in alcuni paesi europei coprire il volto è proibito.

Intanto, i giornali hanno reso noto che l’uomo arrestato ad Avon è stato rilasciato ma che, dopo un mancamento, è stato trasportato in ospedale.

Il protagonista di questa grottesca vicenda avrebbe inoltre assunto un avvocato per dare seguito legale alla vicenda, dicendo che né la polizia né l’albergo si sono scusati per quanto accaduto.

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