Me
La Cassazione riconosce per la prima volta ufficialmente la ‘ndrangheta
Condividi su:

La Cassazione riconosce per la prima volta ufficialmente la ‘ndrangheta

La sentenza riconosce l'assetto unitario e verticistico dell’associazione criminale calabrese, a lungo ritenuta un insieme inorganico e scoordinato di cosche

20 Giu. 2016

La ‘ndrangheta esiste, è una sola e ha una struttura verticistica con un proprio governo che ha sede a Reggio Calabria. Lo sostiene la Corte di Cassazione con la sentenza del 17 giugno 2016 sull’inchiesta ‘Crimine’, che nel 2010 portò l’arresto di trecento persone tra la Calabria e la Lombardia.

Quella che sembra un’ovvietà in realtà rappresenta una data storica per la giurisprudenza italiana perché per la prima volta la Cassazione riconosce l’organizzazione, potenza e struttura della ‘ndrangheta, così come nel 1992 aveva confermato l’esistenza di un’associazione criminale chiamata Cosa Nostra nel primo grande processo di mafia.

È sufficiente pensare che il legislatore ha inserito solo sei anni fa, il 30 marzo del 2010, nell’articolo 416bis sull’associazione di stampo mafioso anche la ‘ndrangheta, accanto a Cosa Nostra e alla Camorra.

In base alla sentenza della Suprema Corte, la ‘ndrangheta “ha una struttura unitaria”, ha un governo, “un vertice collegiale chiamato La Provincia”, composto da rappresentanti delle Locali, cioè “le organizzazioni che comandano sul territorio di Reggio Calabria, della costa tirrenica e di quella jonica”.

“Oggi viene riconosciuto finalmente dalla Corte di Cassazione ciò che andiamo ripetendo da decenni. E cioè che la ‘ndrangheta è una grande organizzazione criminale unitaria, e non un insieme di cosche che agiscono ognuna per conto proprio. L’inchiesta ‘Crimine’, che è stata iniziata e istruita da me nel 2009 con l’apporto investigativo dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, acquista così un’importanza fondamentale”.

A spiegarlo è Nicola Grattieri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro ma per molti anni Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, con un’esperienza professionale che ne fa il magistrato più esperto in materia.

Per anni la ‘ndrangheta era stata considerata un’associazione criminale minore rispetto a Cosa Nostra per la sua struttura orizzontale, composta da un insieme di cosche, famiglie e ‘ndrine scoordinate e scollegate tra loro.

Finché eventi clamorosi come la strage di Duisburg, dell’agosto del 2007 in cui furono giustiziati sei ragazzi in una guerra tra cosche, l’omicidio nel 2005 del vicepresidente del consiglio regionale Francesco Fortugno e le informazioni diffuse dall’UNODOC (l’agenzia delle Nazioni Unite che controlla il traffico internazionale della droga) in cui veniva rivelato che la ’ndrangheta è l’unica organizzazione criminale attiva in Europa ad aver contatti diretti con i cartelli messicani della cocaina, hanno reso evidente il potere che questa organizzazione aveva conquistato.

— LEGGI ANCHE: RICORDANDO LA STRAGE DI CAPACI FACCIA A FACCIA CON SALVATORE BORSELLINO

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus