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Chi è Virginia Raggi e cosa vuole fare a Roma, punto per punto
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Chi è Virginia Raggi e cosa vuole fare a Roma, punto per punto

Con oltre il 35 per cento dei voti, la candidata del Movimento Cinque Stelle è arrivata al ballottaggio per eleggere il sindaco di Roma. Ecco cosa vuole fare

17 Giu. 2016

Virginia Raggi è la candidata a sindaco di Roma per il Movimento Cinque Stelle, con cui nel primo turno delle elezioni comunali, svoltesi il 5 giugno, ha raggiunto il 35,25 per cento dei voti che le hanno permesso di arrivare prima e qualificarsi per il ballottaggio in cui sfiderà il candidato del Partito Democratico Roberto Giachetti.

Virginia Raggi è nata a Roma nel 1978, dopo essersi laureata in giurisprudenza è diventata avvocato nel 2006 e cultore della materia presso l’Università del Foro Italico l’anno successivo. Dopo aver aderito al Movimento Cinque Stelle, nel 2013 è stata eletta consigliere comunale e nel 2016, in una consultazione online interna al movimento, è stata scelta come candidato sindaco di Roma.

Ecco quali sono le sue idee su alcuni dei principali punti programmatici relativi al governo di Roma:

BILANCIO E DEBITO

Per risanare il debito del comune di Roma, Virginia Raggi ha proposto di dare il via a un audit – una procedura di valutazione del debito e delle voci che lo compongono – per comprendere da dove questo provenga. Successivamente a questo passaggio, nel programma della candidata pentastellata c’è la rinegoziazione dei mutui e un piano di tagli da un miliardo.

In questa procedura di risanamento, non rientra la privatizzazione delle aziende municipalizzate, che nel programma di Virginia Raggi devono rimanere controllate dal comune.

TRASPORTI

Per Virginia Raggi la priorità non è la Metro C, che considera un’infrastruttura estremamente costosa e che finora ha causato numerosi sprechi, ma gli autobus, che vanno resi più efficienti attraverso corsie preferenziali in sede protetta.

Parallelamente, il mezzo da promuovere maggiormente è la bicicletta, attraverso apposite piste ciclabili. Al posto della metropolitana, serve realizzare infrastrutture innovative e alternative, come le funivie, tra le quali ha menzionato quella che dovrebbe collegare il capolinea della linea A della metropolitana Battistini alla zona Casalotti.

RIFIUTI

L’idea di Virginia Raggi è in primo luogo ridurre la quantità di rifiuti attraverso il riuso e aumentare il riciclo. Per favorire il riuso, una delle proposte della Raggi è quella di non buttare i pannolini dei bambini usati, ma farli lavare da apposite cooperative in modo da evitare di creare rifiuti.

Per il riciclaggio, la candidata punta all’aumento della differenziata intensificando la raccolta porta per porta e aumentando il numero di isole ecologiche.

OLIMPIADI

Virginia Raggi è fortemente contraria alla candidatura di Roma per l’organizzazione delle Olimpiadi del 2024, che a suo avviso sarebbero solamente uno spreco di denaro pubblico e un modo per favorire il malaffare in una città che vede oggi in corso il processo di Mafia Capitale.

Secondo la Raggi oggi Roma deve in primo luogo puntare a gestire l’ordinario, la normalità, e non può permettersi di organizzare un oneroso evento straordinario.

CAMPI ROM

Per Virginia Raggi, i campi Rom vanno gradualmente superati, come l’Europa ha indicato. Tuttavia questo superamento deve avvenire attraverso diversi passaggi, che portino così pian piano alla loro chiusura.

BARATTO

Un’altra proposta di Virginia Raggi è l’istituzione del baratto parziale. Si tratterebbe di creare una sorta di “moneta complementare” attraverso cui le imprese si scambierebbero tra di loro servizi attraverso un meccanismo di crediti. Questo, secondo la Raggi, favorirebbe la creazione di circuiti tra imprese.

STADIO DELLA ROMA

Se sulle Olimpiadi la posizione della Raggi è nettamente contraria, sulla costruzione di uno stadio di proprietà della Roma è più possibilista. Seppur favorevole alla realizzazione di un impianto di proprietà della squadra di calcio, il Movimento Cinque Stelle si è sempre battuto contro la scelta di Tor di Valle come area, considerata a rischio idrogeologico.

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