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Cosa succede oggi nel mondo
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Cosa succede oggi nel mondo

Tutti i fatti da sapere per la giornata di oggi

06 Giu. 2016

– Italia: domenica 5 giugno si è votato in 1.342 comuni. L’affluenza alle elezioni amministrative è stata del 62,14 per cento. Nella maggior parte delle grandi città si andrà a ballottaggio il prossimo 19 giugno. A Roma Virginia Raggi (M5s) ha ottenuto il 35,46 per cento dei voti contro il 24,75 di Roberto Giachetti (Pd). A Milano Beppe Sala (Pd) ha ottenuto il 41,67 contro il 40,82 di Parisi. A Napoli il sindaco uscente De Magistris ha ottenuto il 42,32 per cento dei voti contro il 23,96 di Gianni Lettieri. 

– Perù: il candidato di centro destra, l’economista Pedro Pablo Kuczynski, ha un leggero vantaggio su Keiko Fujimori, figlia dell’ex presidente imprigionato, secondo i primi dati delle elezioni presidenziali in Perù. 

– Siria: almeno 50 raid aerei condotti dall’esercito siriano e russo hanno colpito l’area di Aleppo, controllata dai ribelli. 

– Kazakistan: almeno sei persone sono state uccise da militanti islamici in un posto di blocco della guardia nazionale nella città di Aktobe. 

– Afghanistan: il fotogiornalista David Gilkey e il suo interprete che lavoravano per la National Public Radio sono stati uccisi mentre si trovavano nel sud del paese con le truppe afghane. 

– Francia: cresce la tensione in Francia e la pressione sui sindacati per far cessare lo sciopero dei lavori, che potrebbe mettere a rischio l’avvio degli Europei di calcio, previsto per venerdì 10 giugno a Parigi. 

– Messico: il partito di governo, Partido Revolucionario Institucional, ha subito una significativa battuta di arresto alle elezioni regionali, perdendo terreno a causa della rabbia diffusa per la corruzione e la violenza nel paese. Il dato è preoccupante per il partito in vista delle elezioni presidenziali del 2018.

– Belgio: almeno tre persone sono morte in seguito allo scontro tra due treni nei pressi della città belga di Liegi. 

– Francia: il tennista serbo Novak Djokovic ha vinto il Roland Garros, il primo della sua carriera e l’ultimo trofeo del grande Slum che gli mancava

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