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Cosa è successo l’11 maggio nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Italia: la Camera dei deputati ha approvato il ddl Cirinnà, inserendo per la prima volta nell’ordinamento italiano le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplinando le convivenze di fatto. La legge ha avuto un iter parlamentare di oltre tre anni ed è stata voluta dal Partito Democratico, cui appartiene la senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria della legge.

– Iraq: almeno 93 persone sono morte nell’esplosione di un’autobomba in un quartiere sciita di Baghdad, il distretto di Sadr City. I feriti sono più di 100. L’attacco è stato rivendicato dal sedicente Stato islamico. Un suv imbottito di esplosivo è saltato in aria nei pressi di un salone di bellezza di un mercato molto affollato. La maggior parte delle vittime sono donne. Il gruppo jihadista sunnita che considera gli sciiti apostati, aveva organizzato negli ultimi mesi altri attentati suicidi nello stesso distretto di Sadr City, uccidendo 70 persone.

– Stati Uniti: Bernie Sanders ha vinto le primarie in West Virginia, con il 51,3 per cento delle preferenze, contro il 36 per cento di Hillary Clinton. Dei 29 delegati in palio, se ne è aggiudicati 16. A Hillary Clinton mancano meno di 150 delegati per raggiungere la soglia dei 2383 prevista dalle regole del partito democratico per ottenere la nomination. Le speranze di Bernie Sanders di recuperare il divario sono molto deboli. Donald Trump, ormai l’unico candidato repubblicano, si è aggiudicato la West Virginia e il Nebraska. 

– Bangladesh: uno storico leader del partito islamico del Bangladesh, Jamaat-e-Islami, è stato impiccato mercoledì 11 maggio per i crimini di guerra commessi durante la guerra di indipendenza dal Pakistan nel 1971. Motiur Rahman Nizami, di 73 anni, era accusato di genocidio, stupro e tortura. Centinaia di persone si sono riunite fuori della prigione dove era rinchiuso a Dhaka per “festeggiare” la sua esecuzione. Nizami è il quinto leader dell’opposizione a essere giustiziato dal dicembre del 2013 con l’accusa di crimini di guerra. Durante l’insurrezione per ottenere l’indipendenza dal Pakistan, Nizami aveva formato una milizia autonoma che aveva aiutato l’esercito di Islamabad a individuare e uccidere i ribelli. 

– Francia: inizia oggi la 69esima edizione del Festival di Cannes, che si svolgerà nell’omonima città francese fino al prossimo 22 maggio. Ad aprire la kermesse cinematografica più importante del mondo sarà Woody Allen, con la proiezione del suo nuovo Café Society, con protagonisti Kristen Stewart e Jesse Eisenberg e Sean Penn, che porterà come regista il film The Last Face, a quindici anni di distanza dalla sua ultima presenza come autore con La promessa. Quest’anno le misure di sicurezza sono state molto rafforzate rispetto alle scorse edizioni. Pierre Lescure, presidente, e Thierry Frémaux, direttore del festival, avevano comunicato qualche settimana fa i film che, tra i 1879 visionati, sono stati poi selezionati per partecipare al festival cinematografico più prestigioso al mondo.

– Stati Uniti: un uomo ha accoltellato quattro persone, uccidendone due, in Massachusetts, prima di essere a sua volta ucciso da un agente fuori servizio. La prima vittima è stata uccisa in un’abitazione, la seconda in un centro commerciale. L’uomo si è schiantato con la sua auto all’ingresso del centro commerciale Silver City Galleria, a Boston, è sceso dall’auto e una volta entrato ha aggredito diverse persone a colpi di coltello, uccidendo una donna di 56 anni. Poco prima aveva accoltellato due donne in una vicina abitazione: tra loro una di ottanta anni, poi morta in ospedale, e un’altra, ricoverata in gravi condizioni. 

– Pakistan: il figlio dell’ex primo ministro pakistano, Yousaf Raza Gilani, rapito dai miliziani islamici tre anni fa durante un comizio elettorale, è stato liberato in Afghanistan al termine di un’operazione congiunta delle forze di sicurezza afghane e americane. Lo ha annunciato martedì 10 maggio il governo di Islamabad. Gilani è stato ritrovato a Paktika, una provincia afghana al confine con il Pakistan ed è stato immediatamente trasferito in un ospedale per accertamenti medici. Nei prossimi giorni farà rientro nel suo paese. “La missione è stata pianificata e avviata dopo aver ottenuto prove della presenza di terroristi nell’area. Durante lo scontro a fuoco sono morti quattro miliziani”, ha fatto sapere il comando della coalizione Nato in Afghanistan in una nota.