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L’Isis ha ucciso otto miliziani olandesi accusandoli di diserzione

L'esecuzione è avvenuta a Raqqa, la capitale de facto del sedicente Stato islamico, ed è stata resa nota dal gruppo di attivisti Raqqa is Being Slaughtered Silently

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I combattenti del sedicente Stato islamico hanno ucciso otto jihadisti olandesi con l’accusa di aver tentato la diserzione e l’ammutinamento. L’esecuzione è avvenuta a Maadan, nella provincia di Raqqa, in Siria. A diffondere la notizia sono stati i membri del gruppo di giornalisti attivisti “Raqqa is Being Slaughtered Silently” (Rbss) su Twitter. 

Rbss documenta gli abusi del sedicente Stato islamico nella capitale de facto, Raqqa, dall’aprile del 2014. Tra le file dell’Isis ci sono almeno 75 miliziani olandesi affiliati, alcuni dei quali di origine marocchina, con cui l’Isis ha avuto rapporti tesi nel corso di tutto il mese di febbraio 2015. 

L’Osservatorio siriano per i diritti umani, che monitora le atrocità del conflitto, non ha potuto confermare la notizia. Ma ha detto che tre jihadisti europei di origine nordafricana sono stati uccisi in quella che l’Isis chiama la Wilayet al-Furat, un’area che si estende attraverso la frontiera siro-irachena. 

Secondo i servizi segreti olandesi, circa 200 persone provenienti dai Paesi Bassi, tra cui 50 donne, si sono finora unite all’Isis in Siria e in Iraq.