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Caso Regeni, asciugate le lacrime, si torna a guardare il portafogli
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Caso Regeni, asciugate le lacrime, si torna a guardare il portafogli

Il pensiero della domenica del giornalista Amedeo Ricucci

07 Feb. 2016

IL CAIRO – Pensierino della domenica. Come avrebbe detto Henry Kissinger, sarà pur vero che il generale al-Sisi è un figlio di puttana, ma è “il nostro figlio di puttana”.

Il mio timore, infatti, è che la verità sull’omicidio di Giulio Regeni – che ha tutta l’aria di essere stato un “omicidio di stato” – finisca per essere sacrificato sull’altare della convenienza geo-politica.

A salvaguardia cioè dei contratti miliardari che le imprese italiane, Eni in testa, hanno firmato con le autorità egiziane.

Asciugate le lacrime, insomma, si torna a guardare il portafogli.

Buona domenica a tutti

Amedeo Ricucci si trova al Cairo per la Rai, ha già scritto su TPI dopo gli attentati di Parigi: qui il suo pezzo L’Isis e il mercato della paura 

Un riassunto del caso Regeni 

Una riflessione sul giornalismo italiano dopo la morte di Giulio Regeni: sei anni fa ero al Cairo. Inviai un articolo al Riformista. Il mio redattore capo decise di cancellare una riga dal mio pezzo. Oggi quel gesto assume un importante valore. Ecco perché, di Azzurra Meringolo

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