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Quello che rimane di Homs dopo la guerra

Un cameraman russo ha utilizzato un drone per effettuare delle riprese aeree sulla città siriana che un tempo contava 650mila abitanti e ora è un enorme cumulo di macerie

Immagine di copertina

Un drone è stato utilizzato dal cameraman russo Alexander
Pushin per realizzare alcune riprese aeree della città siriana di
Homs.

La città, che con 650mila abitanti era la terza più popolosa del paese mediorientale, si mostra in questo video recente come un indefinito
cumulo di macerie ormai deserto.

Il video è stato pubblicato martedì 2 febbraio, proprio
mentre i recenti negoziati volti a porre fine alle ostilità rimangono senza
successo, ancora arenati sui dibattiti rispetto a quali fazioni dovrebbero
partecipare al tavolo dei colloqui.

Nel frattempo, la guerra civile infuria da
cinque anni e sono ormai oltre 11 milioni i siriani fuggiti dal proprio paese,
più della metà dell’intera popolazione.

Nel frattempo, in Europa le politiche che contrastano l’arrivo dei rifugiati si moltiplicano in tutto il continente: la Danimarca
ha recentemente introdotto una legislazione che consente la confisca di oggetti
di valore ai rifugiati, mentre la Svezia rifiuta le richieste d’asilo di 80mila
persone e la Finlandia intende espellere 20mila migranti.

Nel frattempo, la cancelliera Angela Merkel ha annunciato che
il governo tedesco prevede il ritorno dei rifugiati in Siria una volta che il
conflitto sarà terminato.

Su TPI il video che mostra le condizioni disperate da cui
fuggono i cittadini siriani. (Credit: Alexander Pushin)