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La Finlandia ha stabilito che i richiedenti asilo dovranno lavorare senza retribuzione

Il governo ha introdotto alcune norme per rendere lo stato nordico una meta meno appetibile per il flusso migratorio

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Il governo della Finlandia ha stabilito nuove regole per la gestione dei richiedenti asilo nella nazione.

Secondo quanto deciso, i profughi adulti dovranno lavorare senza retribuzione. I richiedenti asilo dovranno, inoltre, dimostrare di conoscere la cultura finlandese e di sapersi, quindi, integrare.

La loro condizione di rifugiati verrà valutata due volte l’anno perché lo stato possa confermare che il loro paese di provenienza si trovi ancora in una situazione che permette di definirli rifugiati di guerra.

Quest’anno la Finlandia ha visto arrivare un flusso di circa 32mila migranti, contro i 3.600 del 2014. Per questo ha stabilito che in futuro soltanto i rifugiati – chi, cioè proviene da uno stato in guerra e ha il diritto di chiedere asilo politico – e non i migranti che provengono da nazioni povere, potranno chiedere protezione e ospitalità.

Il governo ha calcolato che secondo le nuove regole, circa due terzi dei migranti in arrivo verrà rispedito nei paesi di provenienza e ha assicurato che questa procedura verrà in futuro velocizzata.

La Finlandia ha dichiarato che da questo momento in poi, i migranti provenienti dall’Afghanistan non saranno più accettati nel paese, perché la loro nazione d’origine non rientrerebbe più nei territori che non rispettano i diritti umani.

Queste nuove norme sono state introdotte nel paese a causa di un clima di progressiva ostilità che si starebbe creando da parte dei cittadini finlandesi nei confronti dei migranti.

Dato che la Finlandia è al quarto anno di recessione economica e che sono aumentati i crimini violenti attribuibili agli stranieri, il governo avrebbe reagito irrigidendo le norme per l’accettazione dei richiedenti asilo.

La misura che prevede che i profughi adulti lavorino non pagati sarebbe stata introdotta per diminuire la loro frustrazione, che secondo il governo sarebbe la causa dell’aumento della criminalità e degli stupri.

“Non dev’essere necessariamente un lavoro retribuito, può essere qualcosa all’aria aperta, qualche lavoro di manutenzione del centro di accoglienza… Più a lungo le persone restano inattive, più frustrate diventano” ha affermato il ministro del Lavoro Jari Lindstrom.