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Le prime condanne per Mafia Capitale

Tra le prime sentenze il riconoscimento di un'agevolazione dell'associazione mafiosa. Domani inizia il processo per gli altri imputati

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Il 3 novembre del 2015 sono state emesse le prime quattro sentenze riguardo gli imputati per il processo relativo alla presunta organizzazione Mafia Capitale, individuata in seguito all’inchiesta Mondo di mezzo che ha portato a due ondate di arresti, la prima nel dicembre del 2014 e la seconda nel giugno del 2015.

Le sentenze riguardano le quattro persone che avevano chiesto il rito abbreviato e, per questa ragione, sono state processate prima dell’inizio del processo contro la maggior parte delle persone coinvolte nell’inchiesta che inizierà a Roma il prossimo 5 novembre.

Emilio Gammuto, uomo di fiducia del capo della cooperativa sociale 29 giugno Salvatore Buzzi, è stato processato con rito abbreviato e condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione con l’accusa di corruzione e agevolazione all’associazione mafiosa. Secondo i giudici avrebbe contribuito alla corruzione di Claudio Turella, funzionario del dipartimento per il verde pubblico del comune di Roma.

Il fatto che sia stata riconosciuta l’aggravante di agevolazione all’associazione mafiosa significa che il giudice ha considerato valida l’ipotesi dell’esistenza di un’organizzazione di tipo mafioso, ma questo non vuol dire che il processo del 5 novembre porterà sicuramente a questa decisione.

Anzi, qualora nel processo ai principali imputati questo non venisse riconosciuto, Gammuto avrebbe ottime possibilità di vincere un ricorso che annulli la sua sentenza.

Emanuela Salvatori, ex responsabile delle politiche per i nomadi del comune di Roma, è stata invece condannata a 4 anni di reclusione. Secondo i giudici avrebbe fornito a Buzzi alcune pratiche riservate sulla situazione dei campi nomadi in cambio dell’assunzione della figlia presso una cooperativa sociale controllata dallo stesso Buzzi.

Quattro anni con l’accusa di usura invece per Raffaele Bracci e Fabio Gaudenzi, considerati dai giudici vicini all’ex membro dei Nuclei armati rivoluzionari Massimo Carminati.

Al contrario di Gammuto, per nessuno di questi tre è stata riconosciuta l’aggravante di agevolazione all’associazione a delinquere di stampo mafioso.