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Immigrazione: oggi si terrà un incontro tra i ministri dell’Interno europei che cercheranno di trovare un accordo sulla divisione di 120mila migranti in quote da distribuire tra i 28 Paesi dell’Unione europea. Questo avviene il giorno dopo che un incontro tra i ministri polacchi, ungheresi, cechi e slovacchi, opposti a tale sistema di ridistribuzione, non ha portato ad alcuna soluzione alternativa. Domani si terrà un vertice straordinario in cui i leader europei discuteranno ancora una volta di immigrazione e della crisi umanitaria in corso. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, nel 2015, 473mila migranti, di cui 180mila rifugiati siriani, hanno attraversato il Mediterraneo per venire in Europa.  

– Filippine: l’esercito del Paese ha annunciato che due turisti canadesi, il direttore norvegese di un resort e una donna filippina sono stati rapiti da alcuni uomini armati mentre si trovavano all’interno di un resort molto noto dell’isola di Samal, vicino a Città di Davao, nel sud delle Filippine. Gli uomini, con i volti coperti, sono entrati nell’Ocenview resort lunedì sera e, nonostante il tentativo da parte di due turisti giapponesi di fermarli, sono riusciti a fuggire con i quattro ostaggi a bordo di una barca. I rapitori non hanno ancora avanzato alcuna richiesta o rivendicato il sequestro. Nel 2014, un accordo con il gruppo di ribelli musulmani più attivo nella regione di Davao aveva messo fine a 45 anni di un conflitto che ha causato 120mila morti e 2 milioni di sfollati.

– Burkina Faso: sono in corso le trattative tra gli ufficiali dell’esercito del Paese e la giunta delle Guardie presidenziali (Rsp) che ha preso potere la scorsa settimana con un colpo di stato. L’esercito ha chiesto all’Rsp di consegnare le propri armi e farsi da parte. Il presidente Michel Kafando e il primo ministro Yacouba Isaac Zida sono stati liberati dopo che il 17 settembre, l’Rsp – fedele all’ex presidente Blaise Compaoré, estromesso circa un anno fa – aveva sciolto il governo di transizione, ponendo i ministri agli arresti e dichiarando il Generale Gilbert Diendere il nuovo capo del governo. Diendere si è detto disponibile a cedere il potere a un governo di transizione civile. Le prime elezioni democratiche del Paese erano previste per il prossimo 11 ottobre, ma al momento non è chiaro se l’attuale situazione politica ne permetterà lo svolgimento regolare.  

– Egitto: un rapporto dell’agenzia per i diritti umani Human Rights Watch accusa il governo egiziano di aver sfrattato e demolito le case di 3.200 famiglie nella penisola del Sinai, in violazione della legge internazionale. L’Egitto sta cercando di creare una zona cuscinetto al confine con Gaza e per farlo sta radendo al suolo centinaia di case e allagando i tunnel di contrabbando per evitare che entri o esca qualunque cosa dalla contestata striscia di terra. Secondo HRW, le famiglie sfrattate non ricevono  abbastanza preavviso, né un’adeguata compensazione. 

– Nazioni Unite: gli Stati Uniti potrebbero astenersi dal votare contro la condanna dell’Onu all’embargo economico imposto dagli USA su Cuba, secondo quanto rivelato dall’agenzia di notizie Associated Press. Sarebbe la prima volta che nell’assemblea generale annuale dell’Onu, gli Stati Uniti non voterebbero contro la risoluzione sostenuta da Cuba, che chiede una revoca di tale embargo. La decisione non è ancora ufficiale, ma anche solo aver considerato questa possibilità è un evento senza precedenti per la storia dei due Paesi, che da poco hanno cominciato a normalizzare i propri rapporti diplomatici.

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