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Cosa è successo il 31 luglio nel mondo

Le notizie senza giri di parole su TPI

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Ebola: un vaccino contro il virus dell’ebola è risultato perfettamente efficace e potrebbe permettere di fermare l’epidemia nell’Africa occidentale. Il vaccino è stato testato su 4.000 persone in Guinea. La scoperta è stata annunciata dall’Organizzazione mondiale della sanità e i risultati saranno pubblicati nella rivista medica The Lancet. Complessivamente ci sono stati quasi 28mila casi di contagi in Guinea, LIberia e Sierra Leone finora e un totale di 11.279 vittime a causa del virus.

Cina: Pechino nel 2022 ospiterà i giochi olimpici invernali. Sarà la prima città nella storia a ospitare sia i Giochi estivi che quelli invernali.

– Siria: militanti del fronte al-Nusra, affiliato ad al-Qaeda, hanno ucciso cinque ribelli che erano stati addestrati dagli Stati Uniti in Turchia, per combattere contro l’Isis. Altri 18 ribelli sono rimasti feriti. Il 30 luglio al-Nusra aveva sequestrato sette ribelli dello stesso gruppo. Gli attacchi sono avvenuti ad Azaz, una città nel nordovest della Siria, non lontana dal confine con la Turchia.

– Afghanistan: Jalaluddin Haqqani, il fondatore afghano del gruppo militante Haqqani, sarebbe morto da circa un anno, in seguito a una lunga malattia, secondo quanto ha riferito il gruppo alla Bbc. La rete dei combattenti di Haqqani – che ha legami sia con al-Qaeda sia con i Taliban – ha le proprie basi nelle regioni tribali del Pakistan, al confine con l’Afghanistan, e negli ultimi anni ha spesso attaccato le forze governative afghane e quelle della Nato.

– Francia: lavoratori di My Ferry Link, impresa che gestisce i traghetti che transitano da Calais, in Francia, al Regno Unito, hanno scioperato e bloccato l’accesso al porto francese. I manifestanti hanno bruciato pneumatici nell’autostrada che porta a Calais, provocando lunghe code. Approfittando del caos, numerosi migranti hanno cercato di nascondersi sui camion in transito ed entrare in modo illegale nel Regno Unito.

– Giappone: tre ex dirigenti della compagnia giapponese Tokyo Electric Power Company – tra cui l’ex direttore dell’impresa – saranno processati per il disastro nucleare di Fukushima, avvenuto nel marzo del 2011 in seguito a un terremoto e uno tsunami che causarono la morte di oltre 18mila persone. I dirigenti sono stati accusati di negligenza professionale e di non aver gestito in modo adeguato l’emergenza.

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