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Cosa è successo oggi nel mondo

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Nigeria: un attentato in un mercato del pesce di Maiduguri, nel nordest del Paese, ha provocato almeno 30 morti e decine di feriti. Secondo i testimoni, gli attentatori sono stati due ragazze travestite da mendicanti. L’attentato non è ancora stato rivendicato, ma Maiduguri è la città in cui si è affermato il gruppo estremista Boko Haram.

– Norvegia: il governo norvegese ha rifiutato l’ingresso dalla Russia a Edward Snowden, l’uomo che ha rivelato i segreti del programma di spionaggio e sorveglianza dell’agenzia americana Nsa. La Norvegia lo ha avvisato che lo avrebbero potuto arrestare, qualora fosse stato richiesto dagli Stati Uniti. Snowden doveva andare a Bjornson per ritirare un premio per la Letteratura e la Libertà di espressione, conferitogli il mese scorso dall’Accademia norvegese.

Germania: le autorità tedesche hanno rilasciato il giornalista di Al-Jazeera Ahmed Mansour che era detenuto all’aeroporto di Berlino da sabato scorso su richiesta del governo egiziano. Nel mandato di arresto internazionale a suo carico, si legge che Mansour è accusato di aver danneggiato profondamente la reputazione dell’Egitto e di aver commesso torture, ma i suoi avvocati dicono che l’arresto è motivato politicamente.

Pakistan: è salito a quota 200 il numero dei morti causati dalla forte ondata di caldo che ha colpito il Pakistan negli ultimi tre giorni. Secondo il sovrintendente dell’ospedale Abbasi Shaheed di Karachi, capitale del Sindh, la regione più gravemente colpita, ci sarebbero stati numerosi altri decessi in mattinata, tra cui almeno 12 donne e due bambini.

Siria: l’Isis avrebbe piantato mine ed esplosivi a Palmyra, il sito archeologico patrimonio dell’umanità dell’Unesco, secondo quanto dichiarato dall’attivista e residente di Palmyra Nasser al-Nasser in un’intervista a Al-Jazeera. “Abbiamo paura che possano far saltare in aria le rovine,” ha detto. La città è sotto assedio da un mese.

Messico: decine di migranti hanno detto di essere riusciti a scappare da uomini armati che si sono finti membri delle forze di sicurezza e hanno bloccato il loro autobus nello stato meridionale di Oaxaca. Hanno raccontato di esser stati detenuti per ore prima di riuscire a fuggire. Ogni anno decine di migliaia di migranti attraversano il Messico per raggiungere gli Stati Uniti. Molto spesso vengono reclutati con la forza dalle gang locali o sono detenuti fino a che non viene pagato un riscatto per il loro rilascio.

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