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Vivere ancora con mamma e papà

In Italia il 46.6 per cento dei giovani adulti vive ancora con i genitori, un fenomeno in crescita anche negli altri Paesi europei

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In Europa sempre più giovani tra i 25 e i 34 anni vivono a casa dei genitori.

Quartz ha pubblicato un grafico sulle statistiche dei Paesi dell’Unione Europea dove il fenomeno è più diffuso. L’Italia ha il quinto posto in classifica, dopo Slovacchia, Bulgaria, Grecia e Malta.

I giovani italiani tra i 25 e i 34 anni che vivono ancora con la famiglia sono il 46.6 per cento, quasi uno su due. Al contrario, la Danimarca, ultima in classifica, registra solo l’1.8 percento di giovani che restano a vivere a casa.

 

È uno degli effetti della crisi economica, che spesso rende troppo costoso per i giovani sostentarsi autonomamente, ma il fenomeno è influenzato anche da fattori culturali.

I dati raccolti dall’Ufficio Nazionale per le Statistiche britannico (Ons) ha messo in luce che nel Regno Unito i giovani che non vogliono o non possono andare via di casa sono circa 3.3 milioni, la cifra più alta dal 1996.

Sorprende tuttavia che in alcuni tra i Paesi europei più colpiti dalla crisi come la Spagna e l’Irlanda, la percentuale di giovani che vive con i genitori sia ora più bassa di quanto non fosse subito prima della crisi finanziaria.

Ma secondo Quartz ciò è dovuto al fatto che molti di questi hanno lasciato il loro Paese d’origine per trovare un lavoro.

I dati registrati sono strettamente legati a quelli della disoccupazione giovanile. L’area dell’euro è uscita dalla sua più lunga recessione nel 2013 e la fiducia nell’economia sta migliorando.

Ciononostante, quasi un quarto della forza lavoro giovanile europea è in cerca di lavoro. In Italia il tasso di disoccupazione giovanile è al 41.6 percento.

“Il problema è lavoro, lavoro, lavoro,” ha detto Angel Gurria, segretario generale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, durante un’intervista con Bloomberg in Svizzera, la scorsa settimana.

“Non c’è nulla di politicamente più esplosivo, più pericoloso e più destabilizzante che avere un’intera generazione di giovani molto frustrati.”

Ma il problema riguarda anche chi un lavoro ce l’ha: nel complesso, oltre il 12 per cento dei lavoratori in Italia non sono in grado di vivere da soli con i loro stipendi, secondo uno studio dell’Unione Europea pubblicato nel gennaio 2014.

Si tratta della percentuale più alta dopo la Romania e la Grecia. L’Italia è anche uno dei Paesi peggiori per perdere un posto di lavoro, dato che la percentuale di persone in grado di trovare un altro impiego entro un anno è compresa tra il 14 e 15 per cento, il tasso più basso in Europa.