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Le ragazze schiave dell’Isis
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Le ragazze schiave dell’Isis

Più di 2.500 donne yazide sono state rapite dai militanti dello Stato Islamico. Vengono offerte come mogli-schiave agli jihadisti

30 Ott. 2014

Quando lo scorso agosto l’Isis è arrivato alle porte del villaggio di Kocho, nel nord dell’Iraq, Jana era una 19enne yazida all’ultimo anno di liceo che sognava di diventare una dottoressa.

Oggi è una delle 100 ragazze che sono state salvate dalle autorità curde, e ha raccontato alla Cnn la sua esperienza di schiavitù nelle mani dei jihadisti.

L’assalto alla piccola comunità rurale dove viveva Jana mostra il diverso trattamento che lo Stato Islamico riserva a uomini e donne. A tutti gli yazidi è stato richiesto di convertirsi alla fede musulmana, ma subito dopo gli abitanti sono stati divisi in base al sesso.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, l’Isis “ha radunato tutti i maschi al di sopra dei 10 anni all’interno della scuola locale, li ha caricati su dei camion e li ha portati fuori dal villaggio, dove sono stati giustiziati”.

Jana e altre ragazze sono state separate dalle donne più anziane. I miliziani le hanno portate a Mosul, una delle roccaforti dello Stato Islamico in Iraq e le hanno tenute imprigionate in una palazzina che alloggiava diverse centinaia di giovani donne yazide.

I soldati dell’Isis arrivavano in continuazione, e si portavano via anche con 3 o 4 ragazze alla volta. Come dichiarato da ex-militanti dell’organizzazione terroristica, le potenziali reclute dello Stato Islamico vengono invogliate ad arruolarsi con la promessa di giovani spose in dono.

“Queste donne vengono trattate come se fossero bestiame”, ha spiegato Nazand Begikhani, una consulente per la parità dei generi presso il governo regionale del Kurdistan. “Sono state soggette a violenze fisiche e sessuali, compresi stupri seriali e schiavitù sessuale. Sono state messe in mostra nei mercati di Mosul e Raqqa, in Siria, con tanto di targhette che ne indicavano il prezzo”.

Tutti possono comprare una ragazza yazida al mercato. Il prezzo varia dagli 800 agli 8mila dollari, a seconda della sua bellezza.

Begikhani è anche una ricercatrice per il Gender and Violence Research Center dell’università di Bristol e stima che l’Isis finora abbia rapito più di 2,500 donne yazide.

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