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Nati sotto il segno dell’Erasmus
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Nati sotto il segno dell’Erasmus

Dal 1987 sono un milione i bambini nati come diretta conseguenza dell'avviamento del programma Erasmus

26 Set. 2014

A partire dal 1987, sono un milione i bambini nati come diretta conseguenza dell’avviamento dell’Erasmus, secondo uno studio del 22 settembre della Commissione europea.

Su tre milioni di studenti partiti dal 1987 a oggi, più di un quarto di coloro che ha preso parte all’Erasmus hanno incontrato il proprio partner durante lo scambio del programma di studio tra Paesi europei. E da queste unioni sono nati un milione di cittadini europei.

“Dove si può trovare l’amore nel ventunesimo secolo? I siti di incontri e le app sul telefono vanno molto di moda, ma succede anche che i giovani in cerca dell’amore della loro vita non debbano fare altro che partire per l’Erasmus”, scrive il The Independent.

Già nel 2011, Umberto Eco aveva scritto su La Stampa che l’Erasmus ha avviato “una rivoluzione sessuale europea”.

“Un ragazzo catalano incontra una ragazza fiamminga, si innamorano, si sposano e diventano europei, proprio come i loro figli”. Un modo per dare un nuovo futuro al vecchio continente che ha creato la prima generazione di giovani europei.

I viaggi all’interno dell’Ue nell’ambito del programma di studio fra Paesi europei offrono agli studenti opportunità ineguagliabli nella ricerca di un lavoro.

Secondo uno studio dell’Unione europea, il tasso di disoccupazione tra i giovani che hanno studiato fuori dall’Italia è la metà di quello dei loro coetanei che decidono di rimanere.

Nel 2012 l’Unione europea aveva intenzione di ridurre i finanziamenti destinati all’Erasmus. Fondi che sono poi invece stati aumentati del 40 per cento per il periodo 2014-2020.

Da gennaio 2014 il vecchio Erasmus è andato in pensione, sostituito fino al 2020 dal nuovo programma Erasmus+. L’obiettivo della Commissione Europea è portare i partecipanti, già dall’anno prossimo, a raggiungere le 300mila unità.

Tra le mete preferite nell’anno accademico 2012-2013 c’è la Spagna con 40mila studenti circa, la Germania con 30mila, la Francia con 29mila, il Regno Unito con 27mila e l’Italia scelta da quasi 20mila europei. Chiude la classifica il Liechtenstein, meta di solo 62 studenti.

I numeri, per quanto impressionanti, riguardano ancora solo il 10 per cento degli studenti europei, di cui la metà percepisce una borsa di studio.

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