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La donna di Renzi in Europa

La stampa francese commenta la candidatura di Federica Mogherini a ministro degli esteri europeo

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“Federica Mogherini rimane la nostra candidata”, ha dichiarato martedì 15 luglio il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, aggiungendo che la sosterrà con ferma convinzione per il posto di Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, occupato oggi da Catherine Ashton.

Sulle pagine di Le Monde, Philippe Ridet scrive che ci sono almeno due motivi per cui Renzi vuole la Mogherini come ministro degli Esteri europeo. Il primo è che non vuole prendere in considerazione l’idea che Enrico Letta possa avere un incarico rilevante all’interno dell’Ue perché teme che possa tornare carico di successi e di spirito di vendetta nei confronti di colui che gli ha dato il benservito.

Il secondo motivo è che vuole a tutti i costi ricambiare la fiducia che gli italiani gli hanno dato alle recenti elezioni europee facendo arrivare il Partito Democratico al 40,8 per cento. Ma Renzi dovrà affrontare le riserve di alcuni Paesi dell’Europa dell’est – Polonia in primis – che sembrano nutrire perplessità verso la candidatura della Mogherini, ritenuta troppo “russofila”.

Secondo Franco Venturini del Corriere della Sera si tratta di accuse insensate. “Dopo tutto, Angela Merkel parla continuamente con Vladimir Putin e nessuno le dice nulla. La Mogherini non ha fatto niente di diverso”.

In fin dei conti, aggiunge Richard Heuzé di Le Figaro, tutto ciò che le viene rimproverato è di aver detto, in un incontro al Cremlino lo scorso 9 luglio, che il gasdotto europeo South Stream si farà. Un’affermazione forse imprudente di fronte a Paesi che vedono in questo progetto, al quale collaborano ENI, EDF e la tedesca Wintershall, un mezzo per Mosca per privare l’Ucraina dell’energia.

La Mogherini – continua Heuzé – dispone di un buon metodo di lavoro. Romana, 41 anni e laureata in scienze politiche, parla fluentemente inglese e francese, è sposata con due figli. I primi passi alla Camera dei Deputati li ha mossi nel 2008, quando è stata eletta in quota Walter Veltroni, e nel 2013, anno della sua rielezione.

A dicembre, appena divenuto leader del Partito Democratico, Matteo Renzi l’ha scelta come responsabile per l’Europa e gli affari esteri. Due mesi dopo l’ha nominata a capo della Farnesina. Durante la foto ufficiale al Quirinale, il 22 febbraio, occupava il posto tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio. Una posizione rappresentativa per il ruolo che ricopre all’interno del governo.

Se arrivasse alla Commissione di Bruxelles, diventerebbe anche vicepresidente, scrive Heuzé. In Europa la Mogherini può contare sull’appoggio del vicecancelliere e ministro degli affari esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, con il quale ha parlato al telefono martedì scorso mentre si trovava in Israele per i colloqui con Shimon Peres e Mahmoud Abbas.

In occasione delle celebrazioni per il 14 luglio, festa nazionale francese, la Mogherini era ospite a palazzo Farnese dell’ambasciatore d’oltralpe in Italia Alain Le Roy. Qui la Mogherini ha pronunciato, in un eccellente francese, un sentito discorso sulla “forte amicizia” che lega Francia e Italia, “due Paesi che condividono la stessa centralità nell’area del Mediterraneo”, invitando a “trasmettere questo messaggio all’Europa del nord e dell’est”.