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L’incontro tra Renzi e Berlusconi

L'ex premier torna in scena fornendo il suo sostegno alla legge elettorale voluta dal Pd. La rassegna stampa straniera

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Potrebbe trattarsi di un ritorno in grande stile per Silvio Berlusconi. Sabato scorso l’ex primo ministro ha incontrato Matteo Renzi nel quartiere generale del Partito Democratico, per discutere dell’accordo su legge elettorale e riforme. Grazie all’intesa raggiunta dai due leader, Berlusconi si è impegnato a sostenere le proposte dei democratici volte a rendere l’Italia più governabile.

La scelta di incontrare Berlusconi ha consentito a Renzi, segretario del Pd, di sbloccare la situazione politica sulle riforme, ma dall’altro lato ha anche messo in luce quanto la figura di Silvio Berlusconi – decaduto dal Senato dopo la condanna definitiva per frode fiscale – sia ancora importante nella definizione degli equilibri di potere.

Proprio su questo secondo aspetto si è concentrata la Bbc nel riportare la notizia. “L’accordo sulle riforme in Italia rimette Berlusconi al centro della scena”, ha titolato il network britannico. “Il colloquio di Renzi con l’ex premier di centrodestra ha diviso la coalizione e in particolare il Partito Democratico, i cui sostenitori disprezzano Berlusconi”, ha scritto Alan Johnson, corrispondente della Bbc a Roma.

Anche l’agenzia si stampa Reuters ha scritto del controverso incontro tra i due leader, spiegando che l’ala sinistra del Pd ha accusato Renzi di favorire il reinserimento di un criminale condannato. “L’ironia di Berlusconi che entra nella sede degli eredi politici del partito comunista che ha a lungo denigrato, non è sfuggita a nessuno”, ha scritto Reuters, “Sulle pareti degli uffici del Pd campeggiano ancora le immagini di Fidel Castro e Che Guevara”.

Renzi e Berlusconi hanno trovato un accordo su un sistema che favorirà la governabilità e il bipolarismo, eliminando allo stesso tempo il potere di ricatto dei partiti più piccoli. Angelino Alfano, che negli ultimi mesi si è allontanato da Berlusconi per formare il Nuovo Centro Destra, ha detto che una riforma della legge elettorale sarebbe “impossibile senza di noi”, e ha aggiunto: “Vogliamo coalizioni e non solo due partiti, un sistema che va in contrasto con la storia italiana”.

Il Washington Post ha riportato la notizia, sottolineando che Forza Italia è il secondo partito più grande in Italia, dopo il Partito Democratico. “Nonostante la condanna e la decadenza dal Senato, Silvio Berlusconi è ancora alla guida del partito che egli stesso ha creato e insiste su un ritorno politico a dispetto dei suoi travagli giudiziari”, ha scritto il quotidiano statunitense. Tra le condanne del primo ministro, anche quella a 7 anni i carcere per i rapporti sessuali a pagamento avuti con una minorenne. La sentenza di primo grado è stata impugnata e dovrà essere decisa dalla Corte d’appello.