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Perché scelgo Cuperlo

Politica economica, struttura del partito e un'idea diversa di Europa sono le tre carte vincenti

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Il Partito Democratico sta oggi affrontando un Congresso di fondamentale importanza, per il momento in cui si colloca nella storia italiana ed europea, nonché per le differenze sostanziali tra le diverse proposte. Non a caso questa discussione si sviluppa nel contesto di una profondissima crisi, economica, politica ed istituzionale, che sarà possibile superare solo con un partito che sia in grado di sviluppare una radicale critica della realtà ed un approfondito progetto di trasformazione. Si tratta anzitutto di essere capaci di scandalizzarci e di vibrare di fronte alle tragedie ed alle ingiustizie del mondo in cui viviamo. Per farlo bisogna guardare con occhi nuovi la realtà, illuminare con coraggio le persone e i luoghi che abbiamo dimenticato, rappresentando tutti coloro che sono ai margini, che non trovano spazi di partecipazione né prospettive per il futuro.

Accanto a questa nuova impostazione, si deve immaginare, in base ai nostri valori di riferimento, la società che vogliamo costruire, e mettere in campo uno sforzo creativo, di approfondimento e di coinvolgimento attorno a questo progetto. Gianni Cuperlo è l’unico dei candidati che possa dare sostanza ad una impostazione del genere.

Vorrei proporre in questo senso tre elementi paradigmatici della sua proposta che lo dimostrano. Il primo riguarda la politica economica. La proposta del PD deve essere in assoluta discontinuità con la ideologia neoliberista che ha dominato questo ventennio. Deve partire dallo scandalo della povertà e della disuguaglianza crescente e dalla consapevolezza che non c’è una ricetta economica universale e giusta ma che esistono teorie economiche diverse che servono interessi diversi. Superando quindi l’illusione che il manager e l’operaio abbiano gli stessi interessi e gli stessi bisogni, dobbiamo ribadire la nostra scelta di campo a favore dei più deboli, all’interno della quale la lotta alla povertà ed alla disuguaglianza è una priorità assoluta, non solo però perché è una scelta di efficienza e un volano alla domanda e quindi alla crescita, ma soprattutto perché costituisce una necessità ed un imperativo morale.

Il secondo tema è quello della forma e del funzionamento del Partito Democratico. Il nostro partito deve incarnare una energia rivoluzionaria, senza limitarsi a smussare gli angoli. Per questo dobbiamo mantenere e ampliare il nostro radicamento nella società, per ascoltare il popolo che dobbiamo rappresentare, intercettare i suoi bisogni e dargli risposta concretamente e costantemente. Il PD non deve inoltre esaurire il suo sforzo nella presenza nelle istituzioni, ma deve rafforzare la sua autonomia e rappresentare una funzione dialettica in ogni circostanza rispetto alla dimensione istituzionale e di governo. Un partito forte, radicato ed autonomo che finora solo la proposta di Cuperlo ha compiutamente prospettato, mentre Renzi teorizza addirittura uno sviluppo opposto ed un partito leggero e “degli eletti”, che renderebbe il PD solamente un veicolo di ambizioni personali e di percorsi, personali o collettivi, di ricerca di potere.

L’ultimo elemento riguarda la dimensione europea ed internazionale. Nell’ultimo ventennio, mentre la globalizzazione dei sistemi economici e l’integrazione europea si approfondivano progressivamente, abbiamo diminuito la capacità di coordinare la nostra azione con quella delle altre forze progressiste in Europa e nel mondo e di basare le nostre proposte su una approfondita analisi della realtà europea ed internazionale. Qui è davvero necessario un balzo in avanti. Le nostre battaglie più importanti (ed anzitutto quelle che riguardano la politica economica) si combattono infatti sempre di più sul fronte dell’Unione Europea, ed è quindi necessario definire al più presto che Europa vogliamo costruire e chi sono i nostri compagni di strada in questo sforzo.

La mozione di Gianni Cuperlo è su questo tema la più chiara: propone un’adesione immediata al PSE, contribuendo ad un suo allargamento e rinnovamento, così da partecipare alla prima campagna elettorale coordinata tra tutti i partiti progressisti europei in occasione delle elezioni di Maggio. La proposta di Cuperlo contiene anche un percorso molto chiaro per superare la crisi politico-istituzionale che ha colpito l’Unione Europea, attraverso un rilancio del mercato interno, l’abbandono della politica di austerità, una nuova idea di cittadinanza europea che parta dai diritti, un piano di investimenti sostenuto da un bilancio comunitario più forte, eurobond e tassa sulle transazioni finanziarie, una nuova politica di vicinato in particolare verso i paesi del Mediterraneo.

Gianni Cuperlo propone un percorso chiaro che renda protagonista il Partito Democratico e gli permetta, insieme agli altri partiti progressisti, di seguire un percorso europeista che abbandoni definitivamente il sentiero sbagliato dell’austerità, della crisi di democrazia e del metodo intergovernativo. Per costruire un’Europa che si fondi sui diritti, sulla lotta alla disuguaglianza e sul miglioramento delle condizioni materiali dei cittadini, a partire dai più deboli: anche per questo bisogna sostenere Gianni Cuperlo come segretario del Partito Democratico.