Me

Tragedia a Lampedusa

Potrebbero essere oltre 300 le vittime del naufragio di un barcone di migranti al largo dell'isola di Lampedusa

Immagine di copertina

È un giorno di lutto nazionale per l’Italia. Ieri un barcone di migranti con a bordo circa 500 persone è naufragato a poche centinaia di metri dall’isola di Lampedusa. Finora sono state tratte in salvo 155 persone e sono stati recuperati 111 corpi, tra cui quelli di 4 bambini. I dispersi sarebbero ancora circa 250, dunque il numero delle vittime è destinato a salire.

Pare che il barcone, partito presumibilmente dalle coste libiche, abbia iniziato a imbarcare acqua mentre si trovava a circa mezzo miglio a sud dell’Isola del Coniglio e che a bordo qualcuno abbia dato fuoco a una coperta per attirare l’attenzione. A quel punto, però, il fuoco si è esteso a tutta l’imbarcazione, che si è poi rovesciata.

Secondo quanto riportato dal sindaco, Giusy Nicolini, tre pescherecci non si sarebbero fermati a prestare soccorso.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha dichiarato che bisogna “agire e reagire” e ha chiamato le forze politiche a verificare “quali norme di legge ci siano che fanno ostacolo ad una politica dell’accoglienza, degna del nostro Paese e rispondente a principi fondamentali di umanità e solidarietà.”

Anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha invitato a rivedere le leggi sull’immigrazione. Il pontefice, recatosi a visitare l’isola e a parlare con i migranti lo scorso luglio, ha definito il naufragio “una vergogna”.

“Speriamo che l’Unione Europea si renda conto che non è un dramma italiano ma europeo”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Intanto, oltre al fermo del presunto scafista, la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta sull’accaduto.

Secondo i dati raccolti dalle Nazioni Unite, il numero di immigrati giunti in Italia dal mare fino al 30 settembre è di 30.100. Si tratta per lo più di siriani, eritrei e somali.

Secondo Fortress Europe, il blog del giornalista Gabriele Del Grande, il numero di coloro che dal 1994 a oggi sono morti nel Canale di Sicilia nel tentativo di raggiungere l’Italia sarebbe 6.835, ovvero 150 al mese, 5 al giorno. L’anno peggiore sarebbe stato il 2011, in cui le vittime sono state 1.822, e cioé il 77% di quelle che si sono registrate in tutto il Mediterraneo.

Si teme che il disastro di ieri possa divenire la più grande tragedia dell’immigrazione. Finora l’episodio più nefasto è stato quello accaduto la notte di Natale del 1996, quando in un tragico tentativo di sbarco al largo di Capo Passero persero la vita 283 clandestini tra pachistani, indiani e cingalesi Tamil.