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Addio Tom Clancy, narratore profeta

Il mago dei techno-triller è scompsrso a soli 66 anni. Raccontò i pericoli della Guerra Fredda e preconizzò l'Undici Settembre

“In America non hai scuse” disse una volta Tom Clancy “Puoi riuscire a fare veramente qualunque cosa tu voglia, purchè tu sia disposto a lavorarci abbastanza duro”. Per lui è stato così. Nel 1984 aveva trentasette anni, era solo uno sconosciuto broker assicurativo di Baltimora con il pallino della storia e della tecnologia militare. Ma mettendo a frutto la sua passione era riuscito a scrivere un libro, e a farselo pubblicare anche se da una casa editrice di terz’ordine (la Naval Institute Press, specializzata in saggistica su questioni tecniche nautiche, che non aveva mai pubblicato alcun romanzo). Il protagonista è Jack Ryan, un ex agente di borsa, come lui di Baltimora e come lui militare mancato per problemi di salute, divenuto analista della CIA, che riesce ad intuire le intenzioni del comandante di un sottomarino sovietico ammutinatosi per fuggire verso il Mondo Libero. Accadde che a Natale qualcuno ebbe l’dea di regalare quel romanzetto al presidente Reagan, il quale era appena stato trionfalmente rieletto; e che questi, durante un pranzo con la stampa, allorché un cronista di TIME gli chiese quele fosse il suo libro preferito rispose che ultimamente stava perdendo il sonno per divorare quel thriller che era troppo bello per riporlo, anche a tarda ora. Immediatamente “Caccia a Ottobre Rosso” (The Hunt For Red October) divenne uno dei bestseller più venduti degli anni Ottanta, e la sua fortuna venne ulteriormente amplificata a livello mondiale quando nel 1990 venne tramutato nel celebre film, con Sean Connery nei panni del comandante del sottomarino e Jack Ryan interpretato da un giovane Alec Baldwin.

Da allora Clancy è diventato un mito. Diciassette romanzi – quasi tutti con protagonista Jack Ryan -, diciassette bestseller. Quattro di questi sono diventati film di successo: oltre ad Ottobre Rosso c’è stato Patriot Games del 1987 (in Italia “Attentato alla corte d’Inghilterra”), divenuto nel 1992 “Giochi di Potere”, e Clear and Present Danger (in Italia “Sotto il Segno del Pericolo”), del 1989, trasposto in film nel 1994, entrambi con Jack Ryan interpretato da Harrison Ford (che secondo Clancy però non andava bene perchè troppo vecchio per la parte); e poi The Sum of All Fears, in Italia “Paura senza limite”, del 1991, che nel 2002 è divenuto “Al vertice della tensione” con protagonista Ben Affleck affiancato da Morgan Freeman nei panni del direttore della CIA (nel libro sono dei terroristi islamisti a tentare di scatenare la guerra nucleare tra USA e URSS; nel film, girato subito dopo l’Undici Settembre, si preferì convertire il tutto in un complotto neonazista).

Si dice che Clancy sia stato assieme a Michael Crichton uno degli inventori del genere “techno-thriller”, nel quale il realismo si ottiene giocando in modo quasi maniacale con i dettagli tecnologici, curati con estremo rigore e verosimiglianza contrariamente a quanto Fleming aveva fatto con i puerili gadget di 007 (pare che in “Caccia ad Ottobre Rosso” egli avesse addirittura inavvertitamente rivelato informazioni tecniche coperte dal segreto di Stato). Di certo ha creato un pezzo di immaginario collettivo occidentale, prima con i suoi libri e poi anche con una serie di altrettanto fortunati giochi, in origine da tavolo e poi videogame (“Splinter Cell”, “Rainbow Six”), da lui ideati e sviluppati dalla società Red Storm Entertainment da lui fondata. Inoltre Clancy ebbe la lucidissima intuizione del grave pericolo insito nella impreparazione dello Stato ad affrontare il terrorismo, per via della eccessiva burocratizzazione dell’intelligence: tema che ricorre in più d’uno dei suoi bestseller, tre i quali “debito d’Onore” del 1994 in cui, sette anni prima dell’Undici Settembre, racconta di un aereo di linea dirottato da un attentatore suicida contro il Campidoglio.

Politicamente è stato un conservatore ed un libero pensatore: oltre a ricambiare senza riserve la ammirazione di Reagan (dedicò il suo “Potere Esecutivo”, del 1996, “A Ronald Wilson Reagan: L’Uomo che ha vinto la Guerra”), è stato un grande estimatore di Colin Powell (“una delle persone migliori che ho incontrato nella mia vita”), ed un detrattore di Bill Clinton (“il suo fascino è irresistibile come le onde dell’oceano, ma vuoto, senza contenuti. Se non ha danneggiato gravemente il Paese è solo perché non c’era nulla in cui credesse abbastanza per poter fare danni”) ma anche del neoconservatore Paul Wolfowitz, il teorico della guerra in Iraq (“un pezzo di merda”).

Clancy è morto nella notte fra martedì e mercoledì, a soli 66 anni. Il 3 dicembre uscirà postumo il suo ultimo romanzo, Command Authority, protagonista ancora una volta Jack Ryan divenuto nel frattempo presidente degli Stati Uniti. Ci mancheranno, sia Clancy che Ryan.