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Schiavi del pallone

In Brasile, gli operai coinvolti nelle costruzioni per i Mondiali 2014 lavorano in condizioni paragonabili alla schiavitù

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Il Brasile si prepara ai Mondiali 2014 e per costruire nuovi impianti impiega operai in condizioni simili alla schiavitù.

Le autorità brasiliane hanno scoperto e denunciato la grave situazione di disagio in cui i lavoratori si trovano. Sono coinvolte 111 persone, occupate nell’espansione dell’aeroporto di San Paolo in vista dei Mondiali di calcio del 2014.

Secondo il quotidiano brasiliano Folha de Sao Paulo, gli operai erano costretti a vivere in prefabbricati non sicuri nell’area vicina al cantiere. Il Procuratore Generale del Lavoro Cristiane Nogueira ha detto che gli stessi operai sarebbero stati reclutati negli stati più poveri del Paese con la promessa di un salario di circa 463 euro (625 dollari) e che alcuni avrebbero pagato fino a 143 euro (220 dollari) per assicurarsi il posto.

I lavoratori dovevano trasferirsi vicino San Paolo, ma in molti casi non raggiungevano immediatamente il cantiere. Dovevano aspettare il proprio turno in uno degli 11 accampamenti improvvisati attorno all’aeroporto.

Sono in corso altre indagini nei siti d’opera per i Mondiali 2014. Il procuratore ha informato le persone coinvolte che, per far rispettare i loro diritti, la legge brasiliana prevede un massimo di 30 giorni per presentare un’azione legale contro gli sfruttatori. Le compagnie brasiliane sono obbligate ad assumere i lavoratori migranti con un contratto firmato nel loro Stato di origine. Solo in seguito essi possono essere trasferiti.