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Scontri al Cairo

Nove morti e 86 feriti nelle violenze tra sostenitori e avversari di Morsi

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Nove sono le vittime e 86 i feriti negli scontri iniziati ieri tra sostenitori e oppositori dell’ex presidente Morsi nei governatorati del Cairo, Giza e Qaliubiya, secondo quanto riportato dal ministro della Sanità egiziana Khaled el-Khatib.

Al Cairo, centinaia di membri dell’una e dell’altra parte si sono affrontati in piazza Tahrir nel tardo pomeriggio. Gli avversari dell’ex presidente riuniti in sit-in nella piazza rivoluzionaria hanno assistito all’avanzamento degli islamisti, in marcia verso l’ambasciata americana e il Ministero della Difesa per protestare contro “i responsabili del colpo di Stato.”

“L’assalto ai dimostranti vicino all’ambasciata statunitense riflette il disperato tentativo di sopprimere proteste pacifiche,” afferma il portavoce dei Fratelli Musulmani Ahmed Aref a Ahram Online.

Un ufficiale dell’esercito controbatte sostenendo come i campeggiatori di stanza a Tahrir si siano diretti contro gli islamisti solo perché timorosi che questi ultimi potessero attaccare la piazza durante la decisa corsa verso l’ambasciata.

Rimane il quesito su chi dei due fronti abbia aperto il fuoco per primo. Da un lato, un video pubblicato sul website El-Badil mostra uomini non identificati sparare con foga contro i dimostranti in piazza. Dall’altro, Hossam Bakir, giornalista della stessa emittente, afferma di fronte alla stazione satellitare OnTv che, se i primi a attaccare sono i stati i Fratelli, la controparte rivoluzionaria ha reagito con mezzi alla pari. Bilancio: un morto.

Gli scontri nei diversi governatorati sono nati in seguito alle recenti dichiarazioni della famiglia Morsi, decisa a citare in giudizio l’esercito egiziano per aver “rapito” il presidente democraticamente eletto, tenuto in custodia all’oscuro di tutti dal giorno dell’intervento militare.

Stati Uniti e Germania hanno richiesto a più riprese il rilascio di Morsi ma le autorità del governo di transizione egiziano non ne hanno voluto sapere, sostenendo che si trovi in un “posto sicuro.”

A Giza, dove i fedeli di Morsi sono riuniti in un sit-in continuo dal 30 giugno, uomini non identificati hanno aperto il fuoco nei pressi dell’Università del Cairo provocando sei vittime. Inoltre, gli scontri tra i due fronti scoppiati a Qaliubiya hanno visto cadere due giovani 18enni.