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Il naufragio della politica

Le Monde non fa sconti alla mediocrità della nostra classe dirigente. Con un amaro “chapeau” a Berlusconi

Immagine di copertina

È una panoramica inevitabilmente desolante, quella delineata da Philippe Ridet nel suo blog su Le Monde Campagne d’Italie. Un quadro a metà fra il tragico e il comico, che comincia con i libri di Napolitano “già imballati, pronti a lasciare il palazzo del Quirinale. “Ma”, continua Ridet, “in questo campo di rovine che è diventata la politica italiana, [il Presidente era] rimasto l’unico più o meno in piedi, affidabile, rassicurante, professionale.” Così, Bersani, Monti e Berlusconi “si sono rivolti a lui per uscire dall’impasse politica che minacciava di diventare un abisso in cui sarebbero stati inghiottiti.”

Nel descrivere i parlamentari all’annuncio dell’avvenuta rielezione, Ridet non risparmia il sarcasmo più amaro: “In piedi. Sollevati. Salvati. Rassicurati. L’immagine che viene in mente? Quella di bambini che ritrovano la loro madre all’uscita di scuola dopo aver creduto di averla persa.”

Ma c’è poco da scherzare, e Ridet lo sa bene. “Questo secondo settennato è anche una sconfitta, per non dire un naufragio, della politica, la manifestazione del suo panico, della sua assenza di immaginazione. Incapaci di accordarsi sul nome di un candidato, i parlamentari italiani hanno dato la misura della propria mediocrità.” A cominciare da quelli di sinistra: “Le loro divisioni, i loro odi straconsumati hanno avuto la meglio su qualunque altro argomento.”

A questo punto, “Silvio Berlusconi può che fregarsi le mani: ha semplicemente assistito all’implosione del suo avversario senza aver fatto nulla (o quasi) per provocarla. A 76 anni, imputato in tre processi, è sempre lì. Chapeau!”

In questo contesto, secondo Ridet, “la gerontocrazia impera”; motivo per cui anche i grillini hanno ben poco di cui rallegrarsi. “Forte del suo 25% di voti ottenuto due mesi fa, il M5S non è riuscito a liberarsi della ‘casta’ politica. I suoi eletti non occupano alcuna posizione di potere. Circa 8,5 milioni di italiani avevano votato per il cambiamento. Mario Monti – sebbene dimissionario – è sempre Presidente del consiglio e Napolitano ha rimpiazzato Napolitano…”.