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Il governo impossibile

Dopo il voto è prima del voto!”. Davvero cambierebbe qualcosa se si riandasse di nuovo alle urne? Il commento del Tageszeitung

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Secondo il giornale berlinese legato al partito dei Verdi, Pierluigi Bersani ha ormai provato l’impossibile. Un governo del cambiamento, come lui stesso lo definiva, avrebbe dovuto tentare la quadratura del cerchio. Anche senza i numeri necessari per una maggioranza forte il Pd voleva portare avanti un programma di riforme radicali.

Ma nella politica italiana il cerchio è rimasto tondo. A quasi un mese e mezzo dal voto, il Paese è rimasto esattamente dove si trovava alla chiusura delle urne, nulla è cambiato. Le tre forze di minoranza, che si oppongono continuamente veti reciproci, non lasciano scelta. Ci sarà un ennesimo governo di emergenza o nuove elezioni.

“La situazione forse non è poi così tragica”, aveva commentato Michael Braun, corrispondente da Roma. L’Italia viene ripetutamente guidata da esecutivi deboli. Inoltre il capo della Bce, Mario Draghi, ha dichiarato che il Bel Paese potrebbe anche andare avanti guidato semplicemente col “pilota automatico”, anche se per molti tedeschi (e non solo) la prospettiva è sembrata troppo ottimistica.

L’incertezza politica dell’Italia causa continue turbolenze sui mercati internazionali e gli effetti della crisi potrebbero quindi aggravarsi ulteriormente. La perdita di benessere e di servizi, l’inasprirsi delle tasse, sono tutti fattori che hanno portato a questo voto di protesta e che graveranno ancora sulla popolazione, ormai stanca di una classe politica incapace di prendere una decisione. La maggioranza degli italiani vuole un governo che pensi agli interessi del Paese e non si limiti a obbedire alla linea dettata dall’Europa.

“Ironia della sorte però”, secondo il Tageszeitung, “l’Italia è ancora più instabile di prima e sono i mercati ad avere il coltello dalla parte del manico”. Del resto, “dopo il voto è prima del voto!”. Davvero cambierebbe qualcosa se si riandasse di nuovo alle urne? Gli italiani non resteranno certo passivi, e questo si vedrà al più tardi con le prossime elezioni.