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Clown o politico senza scrupoli?

Berlusconi non è un “clown”, come ha detto il candidato cancelliere dell’Spd Peer Steinbrück. Il commento di Der Spiegel

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Steinbrück è famoso per il suo uso schietto delle parole. Quando ha definito Berlusconi un “clown” le sue parole hanno fatto subito il giro del mondo e in Germania sono diventate presto un Leitmotiv.

Ora il settimanale di Amburgo, Der Spiegel, ha cercato di fare un ritratto dell’ex premier per capire fino in fondo chi sia veramente Silvio Berlusconi.

Alla lettera clown è chi si aggira per il palco truccato, con un naso rosso e grandi scarpe, di solito è un po’ goffo e lotta senza speranza contro qualcosa di troppo grande per lui.

Ora, Silvio Berlusconi, 76 anni, è solito salire sul palco con molto make-up, grandi gesti e un enorme sorriso, rivela lo Spiegel. Infantili, se non grotteschi, sono i suoi scherzi e le sue barzellette a sfondo sessuale. Tuttavia definire Berlusconi un pagliaccio è riduttivo e non consente di capire a fondo il fenomeno, ammette il redattore Hauke Janssen.

Nel vuoto lasciato dai vecchi partiti della prima repubblica il magnate delle televisioni si è inserito attaccando la classe politica accusandola d’incompetenza e corruzione. Si è presentato come l’unico in grado di proteggere il Paese dai “comunisti” e ha dichiarato di volersi impegnare per uno Stato con meno leggi e tasse dove tutti possano diventare come lui, dei “self made man”, in grado di creare un impero dal niente.

Così in 18 anni ha cambiato lo stile della politica in Italia. Con la popolazione fortemente disaffezionata alla politica, Berlusconi è tornato oggi sul palcoscenico con i suoi famosi cavalli di battaglia e una parola d’ordine: riformare la giustizia.

Per capire il fenomeno Berlusconi, secondo il settimanale bisogna avere chiaro che Berlusconi non è assolutamente un clown, ma un populista, un tycoon dei media straricco e un politico senza scrupoli che è riuscito ad accumulare molto potere. Steinbrück quindi, nel definirlo un clown, dimostra di non aver capito la questione, in quanto si è limitato a spoliticizzare e banalizzare il personaggio.