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Smart Parking, l’app che aiuta a trovare parcheggio e riduce i tempi di ricerca

I ricercatori dell'Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con il comune di Mantova, hanno sviluppato un'applicazione che aiuta a trovare posto

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 8 Gen. 2020 alle 20:27 Aggiornato il 9 Gen. 2020 alle 12:45
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Immagine di copertina

Smart Parking, l’applicazione che aiuta a trovare parcheggio

Il parcheggio è l’incubo degli automobilisti, ma da Modena arriva un’app che aiuta i conducenti a orientarsi e a trovare posto più facilmente.

I ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con il comune di Mantova, hanno elaborato Smart Parking, un’applicazione che consente di ridurre i giri a vuoto in cerca di parcheggio, perché segnala quali sono i posti disponibili e comunica in anticipo il costo della sosta, il percorso per raggiungere il posto e il tempo necessario a occuparlo.

Nato nei laboratori mantovani delle due università, Smart Parking ha ottenuto il sostegno della multinazionale Bosch e di altri partner nei settori della tecnologia avanzata.

Il sistema per la rilevazione di parcheggio è entrato in funzione in corso Vittorio Emanuele II, nel centro di Modena, dove sono stati installati sensori su 66 postazioni per la sosta delle auto, per rilevare in tempo reale il posto libero più vicino.

Di qui a sei mesi i ricercatori hanno intenzione di raccogliere i dati necessari ad estendere il funzionamento dell’app ad altre zone della città e a favorire, attraverso l’infrastruttura wireless, la comunicazione tra i sensori e la piattaforma centrale.

Ad oggi, si stima che il sistema di Smart Parking potrebbe essere in grado di ridurre fino al 35 per cento il tempo medio per la ricerca di parcheggio, che adesso corrisponde a circa 20 minuti. Ma in futuro, l’applicazione potrebbe aiutare i conducenti anche con altre funzioni, come quella di allungare il tempo di sosta prenotato senza tornare sul posto.

Non solo: l’incrocio dei dati raccolti da sensori e antenne consentirà ai ricercatori dell’ateneo di costruire un algoritmo che traccia le principali direzioni di traffico e preferenza di sosta.

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