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Home » Tecnologia

Cloud, l’Ue lancia la controffensiva alle Big Tech Usa ma l’Italia non ha una strategia chiara

Immagine di copertina
Credit: Science Photo Library via AFP

Il mercato dei dati online è dominato dai giganti statunitensi. Mentre a livello europeo sono partite quattro diverse iniziative (Gaia-X, Horizon e Ipcei tra le altre) si fa fatica a capire quale sia la strategia del Governo italiano

«Siamo entrati in una corsa globale in cui la padronanza delle tecnologie è centrale. In questo nuovo ordine geopolitico, l’Europa deve agire come uno stratega piuttosto che come un semplice mercato». A parlare così è nientedimeno che il commissario europeo al mercato interno, Thierry Breton. Un linguaggio decisamente inusuale. Nel giro di pochissimi anni – con la pandemia a fare da acceleratore – l’Europa ha cambiato radicalmente approccio, e Breton è uno dei principali fautori della svolta europea in materia di politica tecnologica e digitale.

Lo slogan che riassume questa inversione di tendenza è «sovranità digitale». E anche se non tutti i governi sono allineati e l’interpretazione concreta del concetto è ancora fluida, la svolta è già operativa. La Germania e la Francia guidano con determinazione in questa nuova direzione. Rientra invece, se vogliamo, tra i paradossi che sia l’Italia a dover fare da apripista per quella che è probabilmente una delle trasformazioni più importanti nelle infrastrutture digitali di prossima generazione. Ovvero la migrazione verso il cloud computing delle pubbliche amministrazioni. È un paradosso perché l’Italia figura in coda in tutte le graduatorie che stimano le competenze digitali (come l’indice Desi – Digital Economy and Society Index), in un continente già fortemente arretrato rispetto a Stati Uniti e Cina. Però è così. Perché l’Italia è il Paese che in questo momento ha più risorse di tutti da spendere: miliardi di euro da investire in questa operazione. E oltretutto deve spenderli rapidamente…
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