Vuelta a España 2026: Tadej alla caccia della maglia roja
Parte domani dal Principato di Monaco per concludersi domenica 13 settembre a Granada, nella magica cornice dell’Alhambra, l’edizione numero 81 della Vuelta a Espana, terza grande corsa a tappe sia come importanza che come collocazione nel calendario stagionale.
Raramente, nella storia dei grandi giri, si è incontrato un disegno tanto settoriale al punto che alla corsa che inizia domani forse potrebbe calzare meglio il nome di giro della costa mediterranea. A ciò, si aggiunge il fatto che, ancor prima d’entrare in territorio iberico, i giochi potrebbero essere già chiusi. Infatti, dopo una breve cronometro d’apertura di nove chilometri nel Principato, che ricalcherà il tracciato del GP di Formula 1, ci saranno due tappe francesi decisamente selettive seguite dal tappone pirenaico di Andorra. In buona sostanza, la sera di martedì 25 agosto, prima che la gara metta piede in Spagna, potremmo trovarci con una classifica fortemente indirizzata.
Naturalmente, non mancheranno appuntamenti tradizionali nelle giornate successive come l’Alto de Aitana, alla nona tappa, preceduto due giorni prima dall’arrivo alla stazione sciistica di Aramon Valdelinares, o la temutissima Sierra de la Pandera, in programma alla quattordicesima giornata sabato 5 settembre, ma, come spesso avviene in giri poco equilibrati, c’è iI serio rischio che la vis pugnandi per la maglia roja sia a quel punto già sparita. Ne consegue che gli arrivi in salita dell’ultima settimana a Penas Blancas a Estepona e sul Collado del Alguacil potrebbero ridursi a dei semplici balli in maschera.
Simile al Giro d’Italia 2024, a meno di eventi extraciclistici, si conosce già il nome del vincitore di questa Vuelta. Dopo sette anni Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) farà ritorno alla corsa che lo ha fatto conoscere al mondo quando, non ancora ventunenne, arrivò terzo alle spalle dell’allora ben più noto connazionale Primoz Roglic (Red Bull Bora Hansgrohe) e dell’icona di Murcia, Alejandro Valverde. Al campione del mondo mancano solo due tessere per completare il mosaico comprendente i tre grandi giri e le cinque classiche monumento. Conquistando la Vuelta, gli resterà soltanto la Parigi-Roubaix.
Parlare di potenziali avversari potrebbe essere un esercizio simile a quello di Alberto Lupo quando tentava di convincere Mina della bontà dei suoi sentimenti. L’austriaco Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale), reduce dalla lusinghiera piazza d’onore al Giro d’Italia, appare candidato più autorevole per il podio. Roglic, che aveva finalizzato la sua stagione alla conquista della quinta maglia roja, partirà penalizzato dai postumi dell’investimento subito in allenamento il 31 luglio che probabilmente minerà la sua competitività. Il maiorchino Enric Mas (Movistar Team), deludente al Giro d’Italia, andrà in caccia dell’ennesimo podio mentre l’ecuadoriano Richard Carapaz (EF Education Easy Post) e il danese Mattias Skjelmose (Lidl Trek) potrebbero non aver smaltito le fatiche del Tour de France. Proprio il contrario del duo Netcompany Ineos, formato dal britannico Oscar Onley e dallo spagnolo Carlos Rodriguez, che ha saltato per infortunio la Grande Boucle. Tuttavia di entrambi non si hanno notizie attendibili sullo stato di forma. Buon ultimo, non va dimenticato il portoghese Joao Almeida (UAE Team Emirates XRG). Il lusitano, nei piani del team del Golfo, avrebbe dovuto essere capitano al Giro d’Italia. Un infortunio primaverile lo ha poi dirottato sulla Vuelta quando ancora non si sapeva della partecipazione di Pogacar. Ne consegue che ora, con Tadej al via, a lui dovrebbe toccare un ruolo analogo a quello ricoperto da Isaac Del Toro al recente Tour de France.
Sulle immancabili note dei Righeira, godiamoci l’evento ufficiale che segna la fine dell’estate.