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Tour de France 2022: L’Hautacam consacra Vingegaard

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Il danese Jonas Vingegaard (Jumbo Visma) ha trionfato per distacco nella diciottesima tappa del 109° Tour de France, quella che chiudeva il ciclo pirenaico, lungo i 143 chilometri che portavano da Lourdes all’Hautacam. Il venticinquenne di Hillerslev ha emulato Vincenzo Nibali (Astana Qazaqastan), vincitore anch’egli in maglia gialla sullo stesso traguardo otto anni fa, a suggello del suo indimenticabile successo. Al secondo posto, staccato di 1’03”, è giunto il campione uscente Tadej Pogacar (Team UAE Emirates) con il compagno di Vingegaard, la maglia verde Wout Van Aert (Jumbo Visma), autentico mattatore della giornata, terzo a 2’10”. Prende corpo in maniera definitiva la classifica generale con Vingegard che ha allungato il suo vantaggio a 3’26” sullo sloveno con il gallese Geraint Thomas (Ineos Grenadiers), terzo a 8’00”.

La frazione è vissuta sulla prestazione immensa di Van Aert, scattato in partenza e rimasto al comando per l’intera corsa. La sua azione iniziale ha generato una fuga cui si sono aggiunti altri 30 corridori: Tiesj Benoot (Jumbo Visma), Daniel Felipe Martinez, Dylan Van Baarle e Luke Rowe (Ineos Grenadiers), Stan Dewulf, Benoit Cosnefroy e Bob Jungels (AG2R Citroën), Marco Haller, Patrick Konrad, Nils Politt e Maximilian Schachmann (Bora Hansgrohe), Matteo Jorgenson e Gorka Izagirre (Team Movistar), Benjamin Thomas (Cofidis), Matej Mohoric (Bahrain Victorious), Alberto Dainese (Team DSM), Alexandr Riabushenko (Astana Qazaqstan), Alberto Bettiol, Rigoberto Uran e Jonas Rutsch (EF Education EasyPost), Amaury Capiot e Matis Louvel (Arkéa Samsic), Andreas Kron (Lotto Soudal), Giulio Ciccone e Tony Gallopin (Trek Segafredo), Dylan Groenewegen (BikeExchange Jayco), Franck Bonnamour (B&B Hotels KTM), Michael Woods (Israel Premier Tech) ed Edvald Boasson Hagen e Mathieu Burgaudeau (TotalEnergies). Passando per primo sul leggendario Col d’Aubisque, Ciccone incamerava 20 punti per la classifica degli scalatori portandosi a soli 3 punti dal leader Simon Geschke (Cofidis), naufragato nelle retrovie, nella classifica per la maglia a pois. Il gruppo dei migliori transitava con un ritardo di due minuti.

La corsa degli uomini di classifica cominciava sulla seconda asperità, il Col de Spandelles. Pogacar schierava davanti Brandon McNulty (Team UAE Emirates) sperando che, come il giorno prima, il ritmo del corridore dell’Arizona potesse frantumare il gruppo. Così non era. Il campione di Komenda era, quindi, costretto ad attaccare in prima persona a metà salita, togliendosi di ruota tutti gli avversari tranne la maglia gialla. Intanto, al comando, crollato Ciccone, restavano in tre: Van Aert, Martinez e Pinot. I due diarchi scollinavano insieme, dando vita a una discesa le cui gesta resteranno negli annali del ciclismo. Rischiava di cadere prima il danese che, miracolosamente, restava in sella. Un paio di chilometri più avanti, invece, era Pogacar a sbagliare una curva, finendo a terra.

Con un gesto di grandissimo fair play, Vingegaard aspettava il rivale che, una volta rientrato, lo ringraziava con una calorosa stretta di mano, donando al mondo una immagine che rischia d’oscurare il famoso passaggio della borraccia tra Coppi e Bartali, avvenuto proprio al Tour de France 70 anni fa. Il rallentamento successivo alla caduta di Pogacar consentiva il recupero a Sepp Kuss (Jumbo Visma) e Thomas. All’imbocco dell’ascesa finale il vantaggio del trio al comando era di 2’30”. La spinta costante imposta da Kuss erodeva gradualmente il margine dei fuggitivi, mentre cedevano, davanti, Pinot e, dietro, Thomas. A 4.000 metri dal traguardo, proprio nel momento in cui finiva la benzina anche a Martinez, aveva luogo il ricongiungimento con Kuss che letteralmente consegnava a Van Aert il testimone di battistrada.

Con un ultimo sforzo, quasi sovrumano, il fiammingo produceva una progressione che fiaccava definitivamente la resistenza di Pogacar lanciando così la maglia gialla solitaria verso il traguardo. Vingegaard s’involava verso la vittoria, vedendo i Campi Elisi ormai sempre più vicini. Domani la diciannovesima frazione porterà la carovana da Castelnau – Magnoac a Cahors lungo 188 chilometri. Fuga o volata, poco importa. I giochi sono ormai fatti in vista del gran finale di domenica a Parigi.

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