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Tour de France 2020: Superman vince la supertappa

Di Simone Gambino
Pubblicato il 16 Set. 2020 alle 19:24 Aggiornato il 16 Set. 2020 alle 19:45
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Immagine di copertina

Tour de France 2020: Superman vince la supertappa

Era la tappa regina, l’unica di questo Tour de France 2020 a superare quota duemila, con il suo finale da rampa da garage in cui, dalle riprese dall’elicottero, sembrava che il primo corridore stesse fermo e gli inseguitori scivolassero indietro. La diciassettesima frazione della Grande Boucle, 170 km da Grenoble ai 2.304 metri del Col de Loze sopra Meribel, è stata degna dell’ospite d’onore che l’ha graziata con la sua solenne presenza: il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron.

Ha vinto con pieno merito Miguel Angel Lopez (Astana). Il colombiano ha preceduto di 15” la maglia gialla Primoz Roglic (Jumbo – Visma) e di 30” l’altro sloveno Tadej Pogacar (UAE Emirates). Con Rigoberto Uran (EF Education First), terzo in classifica questa mattina, attardato di 1’59” al traguardo, la classifica generale sembra aver preso forma in modo definitivo nei piazzamenti, se non ancora nei distacchi finali. Roglic ha portato a 57” il suo vantaggio su Pogacar mentre Superman Lopez, terzo in graduatoria a 1’26 ha un cuscinetto confortante sull’australiano Richie Porte (Trek – Segafredo), salito al quarto posto a 3’05.

Questi i verdetti di una tappa che ha vissuto sulla lunga fuga di un quintetto eccellente formato da Richard Carapaz (Ineos Grenadiers), Lennard Kämna (Bora-Hansgrohe), Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step), Gorka Izagirre (Astana) e Dan Martin (Israel Start-Up Nation). I cinque attaccanti raggiungevano il loro vantaggio massimo, 6’10”, ai piedi della prima asperità di giornata, il Col de la Madeleine, a 78 km dal traguardo. A questo punto, c’era un colpo di scena: Mikel Landa schierava la Bahrain-McLaren all’attacco. Il vantaggio dei fuggitivi scendeva vertiginosamente. Carapaz passava primo al GPM, precedendo il gruppetto da cui si era staccato Kamna, con i migliori a solo 1’23. Nel gruppo della maglia gialla non era più presente Nairo Quintana (Arkéa-Samsic) staccatosi ad inizio salita. Giungerà al traguardo con 25 minuti di ritardo.

Alaphilippe affrontava la discesa a rotta di collo. Il vantaggio dei fuggitivi, rimasti in tre dopo il cedimento di Martin, tornava a salire fino a 2’30”. Ai meno 20 iniziava la salita finale. La Bahrain-McLaren continuava a martellare. Era soprattutto Pello Bilbao a tenere alto il ritmo, riportando il gruppo maglia gialla, ormai ridotto a soli 15 elementi, a 20” dal solitario Carapaz. Il vincitore del Giro d’Italia 2019, infatti, conscio dell’avvicinamento degli uomini di classifica, aveva piantato in asso Alaphilippe ed Izagirre nel disperato tentativo di rintuzzare il rientro da dietro. Bilbao si scansava ad 8 km dal traguardo. Nuovo colpo di scena: passava in testa Damiano Caruso che, su indicazione di Landa, scandiva un ritmo blando. Il vantaggio di Carapaz tornava a salire a 45”.

All’inizio del tratto duro di salita, meno 4 al traguardo, la Jumbo – Visma riprendeva il comando delle operazioni con Sepp Kuss. Lo statunitense accelerava, fagocitando Carapaz. Poi scattava portandosi dietro Lopez mentre i due sloveni si marcavano stretti. A questo punto, visto il suo capitano in difficoltà, Kuss rallentava dando via libera a Superman per involarsi verso la vittoria. Con l’ultimo sforzo, prima di staccarsi, l’americano consentiva a Roglic di distanziare Pogacar. Si proseguiva così fino al traguardo, ogni atleta da solo a lottare contro la pendenza, ancor più degli avversari.

Le Alpi non sono ancora finite. Domani nella diciottesima tappa, 175 km da Meribel a La Roche sur Foron, ci saranno ben cinque GPM. Gli ultimi due, il Col des Aravis di prima categoria a 64 km dall’arrivo e la successiva Montée du plateau des Gileres, Hors Categorie la cui vetta dista 30 km dal traguardo, offrono terreno fertile per attaccare. Il dubbio, però, è che non ci sia più nessuno pronto a dare battaglia.

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