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Tour de France 2019, ottava tappa: quando vince De Gendt, vince il ciclismo

Di Simone Gambino
Pubblicato il 13 Lug. 2019 alle 18:32 Aggiornato il 13 Lug. 2019 alle 18:38
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Immagine di copertina

TOUR DE FRANCE 2019 OTTAVA TAPPA – C’era da aspettarsi una tappa emozionante su giù per le Croix del Massiccio Centrale nei 200 chilometri dell’ottava tappa che portava oggi il Tour de France da Maçon a Saint Etienne. Così è stato con la splendida vittoria di Thomas De Gendt, il ciclista che più di ogni altro sa esprimere gli antichi valori della fuga solitaria.

La  vittoria del fiammingo, l’uomo che nel 2012 andò vicinissimo a vincere il Giro d’Italia con un’altra delle sue imprese dolcemente irrazionali sullo Stelvio, è giunta al termine di una fuga partita al chilometro 3. Insieme al corridore della Lotto Soudal un  trio di specialisti dell’assolo da lontano composto da Ben King (Dimension Data), Niki Terpstra (Total Direct Energie) ed Alessandro De Marchi (CCC). I quattro hanno raggiunto un vantaggio di 5’ dopo 50 chilometri, mantenendolo stabile per 90 chilometri, momento in cui King e Terpstra cedevano di schianto sulla Côte de la Croix de Part. De Marchi e De Gendt, invece, mettevano ancor più energia nella loro azione, rallentando il recupero del gruppo.

La corsa esplodeva a 15 chilometri dall’arrivo ai piedi dell’ultima salita,  La Jailliere, solo 1,9 chilometri al 7,6 per cento con tratto finale micidiale al 14 per cento. Il treno Sky cadeva attorcigliandosi su se stesso. Ne subiva le conseguenze Geraint Thomas, costretto ad un inseguimento affannoso, che riusciva a rientrare solo a fine salita. Intanto De Gendt salutava De Marchi con il rosso di Buja che si piantava alle prime rampe dell’ascesa finale. A 300 metri dalla vetta scattava Julien Alaphilippe seguito da Thibaut Pinot. I due facevano il vuoto scollinando a soli 20” da De Gendt. Nel gruppo dei migliori, nel frattempo, crollava Vincenzo Nibali, arrivato al traguardo con 4’ di ritardo.

Logica faceva pensare che i due francesi riuscissero a colmare il gap su De Gendt, provato ormai da 180 chilometri di fuga. Il fiammingo, tuttavia, faceva valere le sue ottime doti di cronoman, gestendo il vantaggio e concedendosi un arrivo sontuoso su un traguardo a lui particolarmente caro che lo aveva già visto trionfare nel 2017 al Giro del Delfinato. Pinot, secondo, guadagnava 28” su tutti i rivali per la vittoria finale, vestendo la maglia gialla virtuale di primo tra i favoriti. Quella effettiva tornava ad Alaphilippe, terzo all’arrivo, che la riprendeva da Ciccone. Giulio, tutto sommato, potrebbe avere fatto un affare a perderla:  la maglia bianca dei giovani, ancor più di quella a pois degli scalatori, potrebbe essere l’obiettivo più concreto per il chietino che ora potrà recuperare energie in vista della cronometro di venerdì a Pau.

Domani è il 14 luglio, festa nazionale francese. In programma la nona tappa, 170 chilometri da Saint Etienne a Brioude morfologicamente molto simili a quelli odierni. Potremmo vederne delle belle. Intanto, con un francese in maglia gialla ed un altro potenziale vincitore a Parigi, il Presidente Macron potrà finalmente concedersi un sorriso.

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