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Tokyo 2020, quattro moschettieri per un titolo olimpico

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Filippo Ganna. Credit: Ansa

Che sapore avrà domani in Italia il caffè di mezza mattina? A determinarlo sarà la prestazione d’uno degli atleti più attesi della spedizione olimpica azzurra nel paese del Sol Levante. Alle nostre 9.10, infatti, le 16.10 locali, prenderà il via, come ultimo concorrente, Filippo Ganna, campione del mondo di ciclismo élite a cronometro. Chiarito che nessuno nella storia delle due ruote, in linea o contro il tempo, ha aggiunto l’oro all’iride, cosa possiamo aspettarci dal granatiere verbanese.

La gara si disputerà sulla distanza di 44,2 chilometri. In effetti si tratterà di un circuito di 22.100 metri da ripetersi due volte con partenza ed arrivo al Fuji International Speedway. La caratteristica peculiare del tracciato e la pressoché totale assenza di tratti in piano. I corridori, pertanto saranno impegnati o in salita, senza dover affrontare ascese proibitive, o in discesa, dove le difficoltà a causa della probabile pioggia e della strada quasi sicuramente bagnata potrebbero essere ben presenti. Inoltre, l’intensità delle eventuali precipitazioni potrebbe condizionare fortemente l’andamento in relazione al momento di partenza dei singoli partecipanti.

Se Filippo Ganna s’erge a protagonista sulla base di quanto fatto negli ultimi 12 mesi, i favori del pronostico, tuttavia, vanno a Wout Van Aert, vincitore dell’ultima prova contro il tempo al Tour de France il 17 luglio scorso. A sfavore del belga c’è la fatica per aver corso sabato la prova in linea dove ha conquistato la medaglia d’argento alle spalle dell’ecuadoriano Richard Carapaz. Ganna, dopo l’eccezionale Giro d’Italia disputato a maggio, ha rifiatato, finendo solo quarto al Campionato italiano un mese fa. Qualche dubbio sul suo effettivo stato di forma oggettivamente c’è. In seconda fila vanno collocati due grandi specialisti delle prove contro il tempo, entrambi capaci di vestire nel recente passato la maglia iridata. Questi due campioni, inoltre, hanno evitato di correre Giro o Tour il che, potenzialmente, li rende meno carichi di tossine accumulate durante la stagione rispetto a Ganna e Van Aert . Sto parlando dell’olandese Tom Dumoulin, trionfatore a Bergen nel 2017, l’anno in cui conquistò anche il Giro d’Italia, e dell’australiano Rohan Dennis, bicampione nel 2018 a Innsbruck e nel 2019 ad Harrogate. A meno di cadute o incidenti meccanici, che nel ciclismo sono sempre possibili, saranno tre di questi quattro corridori ad occupare il podio domani.

Le corse in linea del fine settimana ci hanno insegnato che le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Ancora di più in una gara che potrebbe disputarsi in condizioni non omogenee posto che un primo gruppo di 13 corridori, teoricamente i meno accreditati, partirà tra le 14.00 e le 14.18. Tra questi spicca il nome dell’ultimo a prendere via, il portoghese Nelson Oliveira. Sarà poi la volta, tra le 14.56 e le 15.18, d’un secondo drappello, sempre di 13 elementi, che presenta dei ciclisti decisamente interessanti tra i quali spiccano, oltre al secondo azzurro in corsa Alberto Bettiol, il tasmaniano Richie Porte ed il millennial fiammingo Remco Evenepoel. Alle 15.52 il norvegese Tobias Foss aprirà l’ultima tredicina, comprendente i grandi favoriti, che si concluderà con Filippo Ganna. A chi si domandasse il perché di questo bizantinismo va spiegato che in questo modo ogni gruppo parte quando gli ultimi atleti del precedente stanno terminando la prova. In questo modo si dovrebbero evitare “incontri in corsa” tra atleti di livello diverso, compagni di nazionale o anche di club durante l’anno, che potrebbero essere tentati di darsi una mano tra loro.

L’Italia non ha mai vinto una medaglia in questa specialità. Nel 1996 ad Atlanta, la prima volta che si disputò questa gara, Maurizio Fondriest perse il bronzo per pochi secondi dall’inglese Chris Boardman. Il campione di Cles, partito in un gruppo precedente, disputò la sua prova sotto alla pioggia su un fondo bagnato diversamente dal fuoriclasse britannico che poté gareggiare sotto al sole su una strada ormai quasi asciutta. Tra 24 ore, agli dei del ciclismo piacendo, l’Italia del pedale avrà ovviato a questa carenza.

Leggi anche: Tokyo 2020: le gare in programma oggi e domani, gli orari

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