Caccia alle medaglie: stelle, promesse e obiettivi degli Azzurri alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina
Da Goggia e Brignone a Pellegrino, da Fontana a Paris: davanti al pubblico di casa i nostri atleti puntano al record storico del 1994 a Lillehammer. Quando l’Italia conquistò 21 podi. Ecco a chi l'Italia affida le speranze tricolori per i Giochi
Pronti, partenza… Via! Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 sono iniziate e, dopo anni di attesa, sudore e fatica, gli atleti in gara hanno iniziato a competere sulle nostre montagne e nei nostri impianti. Tutti con in testa un solo obiettivo: andare a medaglia. Discorso che vale, ovviamente, anche per i nostri italiani che, davanti al proprio pubblico, non hanno alcuna intenzione di sfigurare. Anzi. L’obiettivo azzurro è chiaro: portare a casa 21 medaglie, una in più di quelle del record di Lillehammer 1994, sfruttando il fattore casa e il supporto del pubblico. Un traguardo ambizioso, ma non irrealizzabile. La base di partenza è quanto raccolto a Pechino nel 2022: 17 medaglie (2 ori, 7 argenti e 8 bronzi).
Sci alpino
Per il nostro Paese sono tante le stelle che potrebbero brillare a Milano Cortina 2026. L’attesa maggiore è ovviamente per lo sci alpino. In particolare quello femminile, che tante soddisfazioni ci ha dato in questi anni. Le protagoniste assolute sono ovviamente Sofia Goggia e Federica Brignone che però arrivano ai Giochi in modo molto diverso.
La bergamasca fisicamente ha dichiarato di stare bene, ma deve “liberare la mente”. In discesa, sull’amata Olympia delle Tofane (che l’ha vista primeggiare ben quattro volte, l’ultima nelle preolimpiche 2025), inseguirà il bis di PyeongChang 2018, per poi essere tra le grandi anche in Super-G.
La vittoria di Federica Brignone è, prima di tutto, esserci. Da capire quanto riuscirà ad essere competitiva ma, c’è da scommetterci, ci proverà eccome. La terribile caduta del 3 aprile 2025 durante i campionati italiani di Slalom gigante con frattura scomposta del piatto tibiale ha fatto seriamente temere che le gare di Cortina le avrebbe viste sul divano. Così non sarà. Vincere una medaglia sarebbe un capolavoro. Ad ostacolarla, oltre al recupero dal grave problema fisico, ci sarà il pettorale: pescherà tra il numero 8 e il numero 15, come spetta alle atlete che stazionano tra l’ottavo e il quindicesimo posto della WCSL List. Sarà un aspetto da tenere in seria considerazione in vista del gigante. Un ostacolo in più che però non spaventerà di certo la nostra campionessa che conta già tre medaglie olimpiche e cinque iridate, due Coppe del Mondo generali e cinque di specialità.
Altre azzurre che potrebbero andare a medaglia? La sorpresa potrebbe essere Nicol Delago, reduce dalla strepitosa vittoria in discesa a Tarvisio. La prima della sua carriera. Staremo a vedere. Grande curiosità infine per Giada D’Antonio, la giovanissima (classe 2009) promessa azzurra che, secondo molti, avrà un grande futuro.
Di certo l’Italia non potrà contare su un’altra campionessa e tra le grandi favorite per una medaglia a Milano-Cortina 2026: Lara Colturi. La ragazza, figlia degli italiani Daniela Ceccarelli (ex sciatrice, campionessa olimpica nel supergigante a Salt Lake City 2002) e Alessandro Colturi, è nata a Torino nel 2006 ma gareggerà per l’Albania. Nel 2022, poco prima di compiere 16 anni, l’allora giovane promessa azzurra scelse di esordire nei circuiti FIS sotto la bandiera dell’Albania, di cui ha acquisito la cittadinanza, così da poter continuare a essere seguita dalla madre, oltre a programmare il proprio calendario agonistico e gestire la propria immagine in sostanziale autonomia, condizioni non ottenibili gareggiando per l’Italia.
Veniamo gli uomini. Le speranze di medaglia saranno riposte in Dominik Paris e nella “sorpresa” Giovanni Franzoni. Entrambi faranno SuperG e discesa. La Stelvio di Bormio è la pista di Dominik: 6 vittorie in discesa e una in SuperG anche se l’ultima è stata nel 2021. Nessuno ancora in attività ha un curriculum come Paris: ventiquattro successi in Coppa del mondo. Vincere sulla sua pista sarebbe la chiusura perfetta per una carriera eccezionale. Giovanni (classe 2001 e grande amico di Matteo Franzoso, il giovane atleta azzurro morto in seguito a una caduta in allenamento nel 2025) invece è il nuovo che avanza. L’intenzione dell’azzurro, ovviamente, è continuare a stupire il mondo come fatto in Svizzera, dove ha vinto il SuperG di Wengen, e sulla leggendaria Streif di Kitzbuehel (Austria) dove, lo scorso 24 gennaio, ha trionfato in discesa mettendosi alla spalle ancora una volta il campionissimo Marco Odermatt. Una grande vittoria che lo ha consacrato e messo tra i grandi dello sci alpino e tra i favoriti per una medaglia olimpica. Vado “all’Olimpiade per fare qualcosa di grande, sarà un’emozione pazzesca”, ha detto a Sky Sport qualche settimana fa. Lo sperano tutti. Attenzione poi all’altro azzurro Mattia Casse (superG+discesa) che ha dato segnali positivi nelle ultime gare di Coppa del Mondo. Per lo Slalom invece le speranze sono riposte in Alex Vinatzer: il giovane (classe 1999) di belle speranze sembra aver trovato il giusto equilibrio. Anche se in Slalom non ha mai vinto, ha conquistato un bronzo mondiale. È ora di scalare il podio.
Snowboard, Freestyle e Fondo
Veniamo allo snowboard. Gli azzurri, dopo un 2024-2025 da dominatori, potranno regalare grandi soddisfazioni. Dal parallelo al cross quello tricolore è uno squadrone. Maurizio Bormolini, Mirco Felicetti, Roland Fishnaller (campione mondiale in carica nello Slalom parallelo), Aaron March e Michela Moioli (oro olimpico nello snowboarder cross di Pyeongchang) e Lorenzo Sommariva (anche lui snowboarder cross) sono pronti a dare spettacolo.
Grande attesa anche per il freestyle dove la baby leonessa, Flora Tabanelli, 18 anni, è pronta a confermare quanto di sensazionale ottenuto nelle categorie giovanili e a trascinare i compagni. Con lei, in particolare, ci sarà il fratello Miro Tabanelli (anche lui giovanissimo) con cui a gennaio ha vinto la medaglia d’oro agli X Games di Aspen in Colorado nella specialità Big Air dello sci freestyle. A completare la squadra Maria Gasslitter. Per lo Skicross attenzione a Jole Galli e Deromendis Simone, quinto a Pechino quattro anni fa.
Passiamo allo sci di fondo. Impossibile non citare Chicco Pellegrino (nelle sprint sarà tra i favoriti) ed Elia Barp (23enne che, visti i recenti risultati, potrebbe dare una grossa mano nella prova a squadre). Per il biathlon? Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi cercheranno di far esplodere di gioia i tifosi italiani. La prima è all’ultima manifestazione olimpica della sua carriera e potrebbe regalarsi il prestigioso oro che manca al suo palmares, Vittozzi invece è reduce da un anno d’infortunio: ha il talento per fare bene ma forse la sua forma fisica non è ancora al top. Attenzione comunque a darla per sfavorita. C’è poi il 25enne Tommaso Giacomel che potrebbe sorprendere più di qualcuno. Infine potrebbero arrivare medaglie anche grazie alle staffette, maschile, femminile e mista.
Sci alpinismo e Pattinaggio
Dagli stadi del fondo torniamo a salire sulle montagne con lo sci alpinismo, grande novità di questi giochi olimpici. Michele Boscacci-Alba De Silvestro (compagni di squadra ma anche nella vita) hanno iniziato la Coppa del mondo con una vittoria e questo li mette di diritto tra i pretendenti al podio nella staffetta mista.
Dalla neve al ghiaccio dello Short track. Uno degli azzurri protagonisti potrebbe essere Pietro Sighel. Il trentino figlio d’arte ha il mirino puntato sui Giochi di casa da anni e al Forum di Assago, teatro delle sue gare, saprà farsi valere. Facendo il paio, in particolare, con Arianna Fontana, l’atleta azzurra – uomini inclusi – più vincente nella storia delle Olimpiadi invernali (11 medaglie). Poi, a Rho Fiera, la pista lunga: dalle pre-stagionali di Inzell sono arrivati ottimi riscontri, soprattutto da Davide Ghiotto che, nei “suoi” 10.000, sarà l’uomo da battere. Con lui Andrea Giovannini (la sua specialità è la Mass Start dove è campione del mondo in carica. Indispensabile anche nella staffetta a inseguimento dove con Ghiotto e Michele Malfatti ha conquistato l’argento agli ultimi mondiali), Francesca Lollobrigida (quarta Olimpiade per la pronipote di Gina Lollobrigida; a Pechino 2022 ha conquistato un bronzo nei 3.000 metri e un argento nella Mass Start ed è campionessa del mondo in carica dei 5.000) e un gruppo molto affiatato.
Per quanto riguarda il pattinaggio di figura: Sara Conti-Niccolò Macii (coppie) e Charlene Guignard-Marco Fabbri punteranno al podio, così come la squadra. Impossibile non citare poi Daniel Grassl, 24enne di belle speranze.
Curling, Slittino e gli altri
Nel curling facile pensare alla coppia formata da Stefania Constantini e Amos Mosaner che hanno fatto scoprire il curling al pubblico italiano con l’oro delle Olimpiadi 2022 a Pechino nel doppio misto. Ma chissà magari qualche altra sorpresa potrebbe arrivare dal resto della squadra azzurra…
Nello slittino le speranze di medaglia, secondo qualcuno, sono forse minori, ma mai dire mai. Gli outsider sono: Leon Felderer (due podi in un weekend a Park City sulla pista delle Olimpiadi 2002, terzo nel singolo e vittoria a squadre lo proiettano nel gotha dello slittino); Verena Hofer (l’apertura della Coppa del mondo l’ha lanciata in una nuova dimensione) e il duo Ivan Nagler/Fabian Malleier (primo podio della carriera a due mesi dai Giochi, sempre a Park City). Tutti potrebbero regalare grandi sorprese. D’altronde sono allenati da un certo Armin Zoeggeler che di trionfi olimpici (e non solo) ne sa giusto qualcosa…
Per quanto riguarda altre discipline dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 come salto con sci, combinata nordica e hockey sul ghiaccio le speranze di medaglia sono poche, se non nulle. Ma le Olimpiadi spesso regalano sorprese uniche e il tifo nostrano potrebbe spingere gli azzurri a imprese eroiche. A noi non resta che goderci lo spettacolo.