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Giro d’Italia 2022: Potenza, roccaforte orange

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L’olandese Koen Bouwman (Jumbo Visma) ha vinto la settima tappa del 105° Giro d’Italia, l’attesissima cavalcata transappenninica di 196 chilometri, con ben 4.500 metri di dislivello, da Diamante a Potenza. Il ventottenne di Ulft, che lungo il percorso ha anche conquistato la maglia azzurra degli scalatori, ha preceduto di 2” il connazionale Bauke Mollema (Trek Segafredo) ed il veronese Davide Formolo (UAE Team Emirates), da lui distanziati sull’erta finale che portava al traguardo. Al quarto posto a 19” si è piazzato Tom Dumoulin (Jumbo Visma), il cui contributo è stato decisivo per la vittoria del compagno di squadra. Rimane immutata la classifica generale con lo spagnolo Juan Pedro Lopez (Trek Segafredo) in maglia rosa con un vantaggio di 39” sul tedesco Lennard Kamna (Bora Hansgrohe), seguito dall’estone Rein Taaramae (Intermarchè Wanty Gobert), terzo a 58”.

Doveva essere una tappa spettacolare e lo è stata, pur non incidendo sulla graduatoria. La prima ora di corsa è volata via a velocità altissima con continui attacchi non andati in porto. Finalmente, dopo 75 chilometri, sulle prime rampe della lunghissima ascesa al Monte Sirino, unico GPM di giornata di prima categoria, prendeva corpo l’azione decisiva, un attacco di sette corridori di cui ben quattro olandesi: Davide Villella (Cofidis), Davide Formolo (UAE Team Emirates), Wout Poels (Bahrain-Victorious), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Diego Andres Camargo (EF Education Easypost), Tom Dumoulin (Jumbo-Visma) e Koen Bowman (Jumbo-Visma). Il gruppo finalmente si apriva ed i fuggitivi guadagnavano rapidamente sei minuti di vantaggio.

Kouman vinceva il primo dei suoi tre GPM giornalieri, quello iniziale sul Passo Colla era andato a Poels. La situazione restava così cristallizzata per per una cinquantina di chilometri fino a quando Villella veniva attardato da un incidente meccanico. Era poi la volta di Poels che si staccava sulla salita che portava al GPM di Monte Grande di Viggiano. A questo punto Richard Carapaz (Ineos Grenadiers) schierava la squadra in testa al gruppo iniziando la lenta ma graduale rimonta che avrebbe permesso di dimezzare lo svantaggio all’arrivo. Nel frattempo, Villella riusciva a rientrare sui primi in discesa.

Sull’ultima salita, La Sellata, cedevano definitivamente prima Camargo e poi Villella lasciando così i tre olandesi ed il veronese a giocarsi la vittoria finale. Sarebbe errato sostenere che il quartetto abbia proceduto d’amore e d’accordo. Formolo e Mollema hanno provato a scattare a ripetizione ma il duo Jumbo Visma ha rintuzzato ogni tentativo, capitalizzando al meglio il vantaggio numerico a suo favore. Il tratto finale cittadino dentro Potenza prevedeva due strappi. Sul primo ai meno 7 dall’arrivo uno scatto di Mollema provocava il cedimento di Dumoulin che perdeva 22”. Sia l’uomo della Trek che Formolo commettevano, però, l’errore di non mantenere alta l’andatura consentendo così alla farfalla di Maastricht uno spettacolare recupero in discesa che si concretizzava sotto lo striscione dei 3.000 metri all’arrivo. Il vincitore del Giro numero 100, a questo punto, si piazzava in testa, imponendo un’andatura elevata, tale da guadagnare addirittura nei confronti del gruppo dei migliori. Ai 200 metri partiva Bouwman. Tentavano, invano, di replicare Mollema e Formolo ma non c’era nulla da fare. Il gruppo con tutti gli uomini di classifica, forte di una quarantina d’unità, arrivava a 2’59”.

Domani va in scena l’ottava tappa. Un circuito con partenza ed arrivo a Napoli che celebra Procida, Capitale Italiana della Cultura nel 2022. La frazione, relativamente breve posto che misura solo 153 chilometri, s’annuncia particolarmente intensa con un circuito di 19 chilometri tra Bacoli e Monte di Procida da percorrere cinque volte prima dell’arrivo, presumibilmente una volata a ranghi ristretti sul lungomare di via Caracciolo.

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