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Inter, senti Icardi: “Tifo per loro, vedremo se a giugno torno”

Immagine di copertina
Mauro Icardi (Credits: EPA/YOAN VALAT)

In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, Mauro Icardi lascia aperta la porta per un suo ritorno all'Inter nella prossima stagione

Inter, l’intervista a Icardi: “Tifo per loro. Ritorno a giugno? Vedremo”

Dopo il primo mese e mezzo all’ombra della Tour Eiffel, l’ex capitano dell’Inter e nuovo giocatore del PSGMauro Icardi, ha rilasciato la sua prima intervista esclusiva per la Gazzetta dello Sport. Nel colloquio con il giornalista Alessandro Grandesso, Maurito si è raccontato a 360 gradi: dalle sue prime impressioni al Paris Saint-Germain fino a un suo probabile ritorno all’Inter nel prossimo giugno.

In mezzo, il rapporto con i tifosi nerazzurri (e con quelli parigini), la grandissima concorrenza con gli altri attaccanti del PSG, i suoi obiettivi per il futuro e tanta, tantissima Inter. Con cui sembra essere stata sotterrata l’ascia di guerra, dopo che in poco tempo l’argentino ha perso la fascia da capitano, ha fatto causa alla sua ormai ex squadra ed è stato poi ceduto.

“Ai nerazzurri – ha dichiarato Icardi – non posso che augurare sempre il meglio in ogni competizione. A Milano ho ancora tanti amici, tifo per loro. Se agli ottavi di Champions League il Psg dovesse affrontare l’Inter? La vivrò nel migliore dei modi. Se toccherà a me andare in campo, da professionista darò il massimo per difendere la mia nuova maglia”.

Si è trasferito al PSG in prestito con diritto di riscatto, fissato a circa 70 milioni. Impossibile, dunque, non ipotizzare per Icardi la possibilità di un suo ritorno all’Inter nella prossima stagione: “Restare al PSG col riscatto? Per quest’anno sono al Psg e il mio obiettivo è dare il massimo per questa maglia. Torno all’Inter? A fine campionato, verso maggio o giugno, vedremo che succede. È ancora presto per dire qualcosa. Abbiamo casa a San Siro, ma ne stiamo costruendo anche una nuova perché Milano è la città dove vogliamo continuare a vivere quando avrò finito di giocare”.

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Il centravanti argentino ha anche parlato delle possibilità per l’Inter in questa stagione, con in panchina un vincente come Antonio Conte: Può essere l’anno buono per l’Inter, ha ormai un allenatore come Conte che vuole vincere e giocatori che vogliono altrettanto. Spetta a loro continuare il lavoro che abbiamo cercato di fare anche noi prima per ridurre il gap con la Juve, che rimane comunque al top”.

Parole al miele anche per Romelu Lukaku, l’attaccante belga che ha preso proprio il posto di Icardi all’Inter: “Non mi sembra Lukaku stia vivendo un momento di difficoltà. Anzi, mi pare abbia iniziato bene, segnando subito un paio di gol. Poi anche lui si è infortunato e magari questo fatto ha sollevato le solite critiche, anche perché Lukaku rappresenta un grande investimento della società, ed è stato fortemente voluto da Conte, e deve dimostrare di essere all’altezza delle aspettative. Ma non è facile per nessuno giocare in Italia. La Serie A è il campionato più difensivo in Europa. Magari ha bisogno di un po’ più di tempo per ambientarsi, ma è uno che ha già segnato molto in carriera. Di gol ne farà ancora. Capita a tutti di attraversare un momento meno brillante. Poi quando riparti, non ti fermi più”.

Ma come si trova Icardi a Parigi? Benissimo, soprattutto con i tifosi: “Non mi aspettavo tanto affetto da parte dei tifosi – ha spiegato l’attaccante – mi hanno accolto bene fin dal primo riscaldamento al Parco dei Principi. Ho avuto poi la fortuna di giocare subito contro il Real Madrid, prima di un lieve infortunio. Ora sto bene, la macchina è ripartita, anche se devo continuare a lavorare perché ho avuto un periodo estivo complicato e non ero al cento per cento quando sono arrivato a Parigi”.

Il rapporto con i compagni di squadra, invece, è in costruzione: “Al PSG è un po’ di diverso rispetto all’Inter – ha dichiarato Icardi nell’intervista – anche se poi non ho un vero metro di paragone perché non ho giocato in altre grandi squadre in passato. Qui però mi trovo bene e in fondo qui come all’Inter mi viene chiesta la stessa cosa: fare gol, che poi per un attaccante e per la squadra è la cosa che conta di più”.

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