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Manuel Agnelli: “La me**a passa di moda, la buona musica resta”

Di Antonio Scali
Pubblicato il 10 Dic. 2020 alle 20:53
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Immagine di copertina

Non le manda a dire, con il suo inconfondibile stile, Manuel Agnelli, giudice di X Factor 2020, il talent musicale di Sky che questa sera, 10 dicembre, vive la sua finale. “La me**a passa di moda, la musica resta. Io offro un’alternativa”, ha detto il cantante alla vigilia della finalissima, dimostrando tutto il suo malcontento per l’uscita dei Melancholia, una delle band favorite per la vittoria e uscita a sorpresa un paio di puntate fa.

“L’importante non è vincere ma lasciare il segno. Capisco che la gente abbia paura della televisione, però penso che si possa fare tv rimanendo se stessi e i Little Pieces l’hanno dimostrato”, ha aggiunto il leader degli Afterhours. Sugli scenari di questa finale di X Factor, Manuel Agnelli chiosa: “Non è il loro futuro, non è fatto di discografia o di radio. È fatto di concerti, anche di esibizioni, anche di dischi per un pubblico magari più di nicchia. È un percorso che assomiglia a decine di gruppi della nostra scena. L’alternativa alla discografia esiste anche dal punto di vista professionale. Io offro un’alternativa. Se contiamo quanti soldi ho fatto io in 35 anni di carriera sono molti, ma molti, di più di chi ha fatto un tormentone. Loro avranno una carriera di questo tipo, fatta di cache, di lavoro. C’è chi produce musica per venderla come primo scopo, non c’è niente di male, il mercato serve, più soldi ci sono più progetti si realizzano”.

Per Agnelli attualmente il mercato discografico è “asfittico, ottuso, chiuso e un po’ troppo protezionista. Se vendiamo tonnellate di merda non potrà diventare florido. Non voglio passare per integralista e non sono contro il mercato. Ma quella roba non mi interessa, non mi piace. Credo che il problema non sia chi fa musica per il mercato, ma che il mercato non considera cose che vengono fatte al di là di esso”.

“È una questione di qualità”, continua Agnelli, “riuscire a vendere i dischi è una figata se dentro i dischi ci sta buona musica, non della merda. La merda passa di moda molto velocemente ed è quello che succederà, la buona musica resta. Detto questo, chi vuole fare i tormentoni è liberissimo di farlo, ma è chiaro che non glieli comprerò io”.

Infine sul lavoro fatto con le sue band in questa edizione del talent, Agnelli spiega: “Li ho scelti per fare un racconto della musica e non vincere la gara. Non volevamo risultare i soliti perdenti che si prendono quattro schiaffoni e uscire alle prime puntate, ma abbiamo fatto un percorso ragionato per arriva più in là possibile. Abbiamo raccontato quanto è bello suonare in questa maniera perché non sei lì per la gara. Volevo dimostrare che c’è una vita parallela, più difficile, complessa”, conclude.

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