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Franca Leosini: “Il protagonista di una puntata di Storie Maledette tentò di strozzarmi nel corso dell’intervista”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 19 Ago. 2019 alle 18:07
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Immagine di copertina
Franca Leosini

Franca Leosini racconta gli anedotti della trasmissione Storie Maledette

Franca Leosini, giornalista e storico volto di Storie maledette su Rai 3, è amatissima. La seguono e la guardano in tanti, da quando conduceva Ombre sul giallo. Così tanto apprezzata che ha ottenuto persino una voce nell’enciclopedia Treccani: Leosiner, letteralmente gli amanti della giornalista Franca Leosini.

Più o meno inconsapevolmente è diventata anche una star dei social. Dopo ogni puntata di Storie maledette diventa trend topic su Twitter. Non abbandonandosi alla pancia, ma ricostruendo, la Leosini intervista proprio i diretti interessati o i familiari protagonisti delle storie di cronaca nera. Ed è proprio nel corso di una di queste interviste che la giornalista ha subito un’aggressione.

“Il protagonista di una puntata di Storie Maledette nel corso dell’intervista tentò di strozzarmi”, ha raccontato a FQMillennium.

“Fece un salto e tentò di aggredirmi mettendomi le mani al collo. Voleva strozzarmi”. Mentre registrava la puntata “Aprite quella tomba” la giornalista è stata aggredita dal protagonista intervistato.

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“Gli feci una domanda scomoda e lui non la sopportò. Mi saltò proprio addosso. Io rimasi impassibile. Purtroppo il regista di allora, sbagliando, staccò e invece avrebbe dovuto continuare a registrare”.

Boom di ascolti, selfie al supermercato, le “leosiners” che sono diventate un fenomeno social superpop, Leosini si gode con raffinata consapevolezza il sorprendente trionfo costruito nel tempo. “Questa è la lettera che mi ha inviato un prete”, spiega Franca muovendosi rapida tra le sue due scrivanie. Poi apre la busta dove il religioso ha inserito una sua foto con una richiesta da fare: la vorrebbe indietro autografata con dedica. Franca sorride soddisfatta. “Quanto è trasversale il pubblico che mi segue?”. Diciassette edizioni di Storie maledette, la prima puntata andò in onda il 18 settembre 1994, ora siamo a quota 88, e la diciottesima edizione già pronta per il 2020.

La Leosini nell’intervista racconta anche il successo della sua trasmissione. “Ogni parola di ciò che leggo in puntata l’ho scritta io”.

“Ho vinto anche il premio Hemingway assieme a Emannuel Carrère – spiega Franca Leosini al magazine de Il Fatto Quotidiano – Il suo L’avversario è Storie Maledette, solo che io cominciato nel ’94 e lui il romanzo l’ha scritto nel 2000. Gli ho detto: se qualcuno qui ha copiato quello sei tu”.

E alla domanda su come è nata la trasmissione dichiara: “Nasce dalla mia esperienza lavorativa a Telefono giallo su Rai3 sul finire degli anni Ottanta. Prima lavoravo per la carta stampata a L’Espresso e negli anni Ottanta facevo la terza pagina a Il Tempo. Un giorno il direttore, Gianni Letta, mi mandò a Napoli per seguire il processo per l’omicidio di una bella donna dell’alta società napoletana, Anna Grimaldi. A quei tempi si seguiva meno la cronaca nera. Dell’omicidio Grimaldi, moglie di un importante armatore, fu accusata una collega de Il Mattino, Elena Massa. Seguii la vicenda non da cronista ma da commentatrice”.

“In quel periodo era iniziato in tv Telefono giallo e io ho grande stima per Augias, ma Corrado non era l’autore del programma. Infatti sui titoli di testa c’era scritto: “Augias “risponde” a Telefono giallo… da un’inchiesta di, ad esempio, Franca Leosini” Mi chiamarono perché i consulenti della trasmissione avevano letto i miei articoli considerandoli i migliori. Così scrissi per loro l’inchiesta sulla Grimaldi da cui venne tratta la puntata e andai in video con Corrado. Dalla mia bocca non sentirai mai dire la parola “successo”, ma il mio lavoro ebbe un grande riscontro. Il direttore di rete, Angelo Guglielmi, mi chiamò dicendomi: “Resta cu mme, nun me lassà””.

Anche il titolo del programma è stato una sua invenzione: “A mee interessava molto la figura della persona accusata giustamente o ingiustamente del delitto. Andai da Guglielmi quando avevo già in mente il titolo e lui mi disse: mi piace, vediamo che ci metti dentro. Ebbene, alla fine ci ho messo dentro ventiquattro anni di Storie maledette”.

Franca Leosini racconta che la sue ispirazioni sono letterarie: “Sono una grande lettrice, ma non del giallo in particolare. Chiaro, il noir mi interessa, ma come forma di scrittura. Non ho mai comprato un libro perché era un giallo, ma perché era scritto dal dato autore. Sono sempre stata una grande lettrice di Leonardo Sciascia, per esempio, che non era un giallista, ma si serviva della scrittura di genere”.

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